Risveglio post-elettorale

Mancano ancora poche sezioni e molte di quelle estere (da cui dubito uscira` un risultato completamente diverso) quindi i tempi son maturi per un commento. Da oggi per una settimana si sentira` gente incazzarsi con i berlusconiani (i.e. quelle persone a cui inchiodarsi il glande su un tagliere non basta, devono anche prendersi a mazzate i testicoli), altri indagheranno improbabili ucronie (se avesse vinto Renzi sarebbero al 50%, dimenticandosi che Bersani ha stravinto le primarie pochi mesi fa), altri tuoneranno contro la Crande Cermania che e` madre di tutti i mali e godra` di questa rinnovata ingovernabilita`.  Poi ci sono i cinici, quelli che giustamente sostengono (citando Orwell probabilmente a cazzo, ma tant’e`, poteva esserci anche scritto Einstein, con tutti i memes che gli attribuiscono qualunque massima) il seguente

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e poco importa se si tratta di una citazione genuina o meno. Noto pero` con dispiacere che chi appartiene a questa categoria di solito e` un sottoinsieme della prima, cioe` nella fattispecie i ladri ed impostori sarebbero solo i sodali del Nano Supremo.
Non ho mai voluto dar molto credito a questa interpretazione, perche` preferisco pensare ai miei amici come vittime piuttosto che come complici. Mi rendo conto pero` che e` una considerazione insensata, perche` i miei amici vittime (e son pochi) fanno parte effettivamente di una massa di complici.
Infine ci sono quelli che, tronfi, ricorderanno oggi che ha votato il 75% degli aventi diritto, che a noi delle elezioni importa, mica come agli altri. Io sono d’accordissimo su questo punto, pero` riesce difficile convincere tutto il resto del mondo dell’ipotesi “vittime del sistema politico” o “ostaggi dei segretari” quando c’e` una grande massa di votanti.

Oggi potrebbe essere il giorno per dire una semplice verita`, che serve a ricordarci chi siamo e dove andiamo. Letta qualche giorno fa su WuMing, e` il bigino dell’elettore confuso. Come distinguere destra e sinistra? Sei di sinistra se credi che la societa` sia ontologicamente percorsa da tensioni tra forze opposte e la politica dev’essere la sintesi del contrasto. Dev’essere la distillazione delle differenze. Quindi, sei di sinistra se comprendi, accetti…anzi di piu`, festeggi il fatto che la “lotta di classe” non sia un accidente storico, ma un fantasma che attraversa tutte le epoche e tutte le comunita`. Non e` un fatto eludibile ma il riconoscimento di questa tendenza endogena alla distruzione e la necessita` di tenere le briglie di questo processo centrifugo che gli stolti pensano risolto (invece che accentuato) con la democrazia rappresentativa. Take home message: <<se ne fossi capace, vorrei scrivere un inno alla discordia, alla lotta, alla disunione degli spiriti. Il bello, il perfetto, non e’ l’uniformita`, non e’ l’unita’, ma la varieta` e il contrasto>> (Einaudi). Celebrare la tendenza alla distruzione e` celebrare il processo che ci tiene senza guerre da 60 anni.
Sei di destra se credi che s’arrivi da un periodo arcadico dove scorreva latte e miele, dove la comunita` era unita (qualunque cosa s’identifichi con il temine comunita`) e forze esogene hanno attaccato e smantellato quello che prima era uno. Quindi l’avversario e` fuori di noi, e` altro. Per questo mi rendo conto che spesso l’elettore di sinistra e` in realta` di destra, rendendo tutto molto complicato da spiegare ad uno straniero. Certo la Lega identifica l’agente distruttore con il clandestino (anche quando nato in italia)

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il nazionalista con qualche nazione avversa o il comunista. L’elettore di sinistra se la prendera` con D’Alema e ricordera` con una lacrimuccia il tempo in cui c’era Berlinguer, anche se all’epoca aveva 2 anni.

Poi ci sono altre due categorie, quelli che credono di essere fuori dal sistema e quindi piu` furbi di tutti. A questo giro si son presi un quarto dei voti e in bocca al lupo, sinceramente! Quando capiranno che stanno giocando un gioco vecchio come l’umanita` forse cadranno in depressione, forse capiranno e saranno dei grandi politici, forse diventeranno piu` realisti del re in qualche partito. Niente di nuovo, i peggiori berlusconiani erano comunisti/socialisti. Faccio perfino fatica a scrivere socialismo per la connotazione che ha in Italia questa parola.  Infine ci sono quelli che stanno sotto il 2.5% e che in almeno in un paio di casi, gia` oggi lamentano un trattamento scorretto dei media, le uscite del nano al seggio (sara` mica che lui vi da` la merda a 80 anni quanto a capacita` politica?) o celebrano la purezza dell’ideologia, il non scendere a patti con niente e nessuno, l’essere dalla parte giusta della barricata e combattere in trincea la guerra giusta. Loro e gli altri 50 che la pensano uguale. Mi fanno molto venire in mente questo post. Se avete gli occhi stanchi vi consiglio la visione di questo video

che fa la sintesi ed e` bellissimo, non solo perche` il Glengarry e` anche la bettola dove io e il mio amico Tom abbiamo speso un po’ di ore negli ultimi mesi. Se volete la sintesi della sintesi yoda ha detto “Fare. O non fare. Non esiste provare”.
Detto questo, non e` detto che fare significhi vincere le elezioni. Io ad esempio credo che la sinistra faccia meglio all’opposizione, proprio in termini pratici intendo, ma questo e` un discorso troppo lungo da iniziare qui.

Buona giornata, io mi consolo con questo

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And the winner is…

Beh chiaramente la tipa alle spalle di Obama con la bandierina piantata in testa per tutto il discorso. Ma la CIA, l’NSA o chenneso` non puo` occuparsi di ‘ste cose? Mi aspettavo di vederla scomparire dopo le prime inquadrature.

Due commenti in volata sul discorso della vittoria. Mi e` sembrato un discorso abbastanza insipido e privo dello slancio retorico di altri discorsi del presidente. Forse e` dovuto al fatto che e` proprio Obama che mi e` parso molto stanco.
Detto questo, la battuta sul  cane e` davvero forse davvero il punto fermo del discorso, come ha scritto Libero ieri. Scherzi a parte:

Piaciuto: l’appunto sul fatto che molte persone hanno faticato o non sono riuscite a votare e che questo e` un problema che va affrontato. Su questo punto, scopro oggi chiaccherando con un ospite americano che indipendentemente se il tuo stato ha il voto elettronico (che impedisce il riconteggio) o cartaceo, in ogni caso non ti viene richiesto un documento di identita`. Questo anche perche` non esiste un modo univoco e consistente di identificare un americano: le ID sono diverse da stato a stato, il passaporto non ce l’hanno tutti, la patente lasciam perdere, etc…
– Piaciuto anche ricordare il sogno americano: non importa chi sei o da dove arrivi, se ti spacchi la schiena forse ce la puoi fare a diventare chi vuoi;
– “The role of citizens in our Democracy does not end with your vote. America’s never been about what can be done for us. It’s about what can be done by us together through the hard and frustrating, but necessary work of self-government.”
– Ricordare che la riforma sanitaria, anche se annacquata, e` un game-changer in quel paese

Non piaciuto: siamo sempre er mejo, il paese migliore del mondo, la democrazia migliore, la societa` migliore, tutto il mondo vuol venire qui (“comes to our shores”), abbiamo avuto la campagna migliore di tutti i tempi (“the best campaign team of all times”). Oh sempre sempre sempre devono far roteare il pisello!
– I troppi riferimenti e ringraziamenti all’esercito, per uno che ha vinto il nobel per la pace. Le inconsistenze interne al discorso: c’hai cazzi a ridurre il deficit se aumenti le tasse no? Da quello che ne ho capito the Big Game si gioca nei prossimi due mesi proprio sulla questione tasse (e le borse hanno reagito male alla rielezione per questo);
– Ricordare che il sogno americano in cui 1 ce la puo` fare significa anche dimenticarsi di tutti quelli che non ce la fanno o non ce la possono fare. Perche` sono diversi e questa non e` una colpa ontologica;
– La vacuita` degli obiettivi. We have to go forward…ma ‘ndo vai?Boh. Hai quattro anni davanti, daje! Esagera! Che ti frega, sparala grossissima, di` che vuoi trovare (chesso`) la cura per il cancro

Morale: non c’e` abbastanza Sam Seaborn in chi gli scrive i discorsi adesso.