Scienza e favole…

La premiata ditta Burlon-Cantoro ha iniziato da un po’ di mesi una fruttuosa collaborazione con SBS-Italian.

SBS e’ un’emittente pubblica, la seconda in Australia dopo ABC, di cui forse vi avevo parlato in uno dei primissimi post del 2012. Questa emittente produce programmi televisivi e radiofonici in tutte le lingue presenti sul territorio australiano. Funziona che tu ti connetti sul canale radio o tv e a seconda del momento della giornata puoi ascoltare le news in tedesco, un dibattito in cinese, un film in francese o una rubrica in italiano. La giornata la dividono in slot linguistiche, e piu’ una comunita’ e’ grande sul territorio australiano e piu’ tempo le viene dato sul canale. Questa emittente la trovo un buon strumento di integrazione, se il tuo inglese non e’ ottimale ti permette comunque di seguire l’attualita’ australiana e di sentirti coinvolto in quello che succede intorno a te; ma nello stesso tempo tratta anche di argomenti inerenti al paese d’origine, ne trasmette film in lingua originale, ne presenta scrittori/musicisti/artisti etc..

Io e il coniuge siamo stati coinvolti in piccole collaborazioni con questa emittente. Lui parla e commenta le scoperte scientifiche che fanno piu’ clamore, qui l’ultimo podcast:

http://www.sbs.com.au/podcasts/yourlanguage/italian/episode/315695/Black-holes-theory-wrong

La cosa divertente e’ che il coniuge usa me come cavia per vedere se le sue spiegazioni “for dummies” funzionano oppure no. Tutto questo accende sempre discussioni su concetti di fisica basilari che io dovrei ricordarmi dagli anni del liceo. “Ma scusa, ma tu quando ti hanno spiegato il concetto di campo megnetico cosa facevi?” (probabilmente avevo bigiato ed ero al parco Bassetti).

Io invece presento libri per bambini. L’idea di presentare libri per bambini nasce dall’osservazione dei bambini e delle bambine dai 3 anni in su che vengono al preschool.

Ho notato che purtroppo lo stereotipo bambina-rosa-principessa-fatina-carina etc.. fortemente interiorizzato all’eta’ di soli tre anni, e dall’altra parte anche il bambino-blu/verde-supereroe-coraggioso etc.. e’ interiorizzato a sua volta. C’e’ stato un momento in particolare che mi ha fatta riflettere sull’argomento:

Bambina molto principesca nell’abbigliamento e nei gadget (borsette, bachette magiche, capelli finti etc..) ma caratterialmente molto forte e decisa. Lei seduta sul water di fianco ad un bambino, sul water anche lui (si, le discussioni mentre si sta seduti sul water accadono molto di frenquente nelle scuole dell’infanzia!). Lui molto supereroe nei vestiti e nei gadget ma decisamente pacato nel carattere.

Lei: “Facciamo che io sono la principessa e tu mi salvi!”

Lui: “Ehm.. no (molto imbarazzato e visibilmente nel panico)”

Lei: “Ma io sono nel castello e c’e’ un drago e tu mi devi venire a salvare!”

Lui: “No ma io non voglio (sempre imbarazzato)”

Ilaria (a quel punto intervengo io rivolta a lei): “Ma se non viene lui a salvarti cosa fai? Come fai a risolvere la situazione col drago?”

Lei (ci pensa 15 secondi in silenzio, chiaramente non si e’ mai posta il problema): “Non lo so, posso provare a combattere il drago..”

Ilaria: “Ecco, brava! Mi sembra un ottimo inizio, poi che fai?”E insomma e’ andata avanti a raccontare…

La cosa incredibile per me e’ stare vedere una bambina che a tre anni gia’ non e’ in grado di immaginarsi una soluzione diversa alla principessa passiva in attesa di un cavaliere che la salvi. Questa bambina, come la stragrande maggioranza di quelle che ho visto, non solo non hanno mai visto o letto una soluzione diversa dall’essere principesse rigorosamente rosa, ma nemmeno se la riescono ad immaginare. Tutto questo e’ castrante. Castra la possibilita’ di queste bambine di immaginarsi di essere altro: supereroine, cavaliere sfida-draghi, cacciatrici etc..

Molto di tutto questo arriva aihme’ da quello che queste bambine e bambini leggono, vedono in tv e giocano sull’ IPad; devo dire che la “parte del diavolo” qui la fa la Disney con tutta la collana delle principesse,┬ásta rovinando innumerevoli cervelli e sta invadendo il mercato con un marketing che va dai libri allo yogurt (si, giuro, lo yogurt!!!), dai cerotti alle mutande. Da qui l’idea di presentare ad un pubblico generico, quale quello che ascolta SBS, dei libri per bambini che fossero gender-stereotype-free. Qui un paio di podcast:

http://www.sbs.com.au/podcasts/yourlanguage/italian/episode/308458/Books-for-kids-1

http://www.sbs.com.au/podcasts/yourlanguage/italian/episode/313874/Books-for-kids-

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