Albatross

 

Come Bianca e Bernie nella terra dei canguri, ci siamo fatti un bel giro anche noi. La Nuova Zelanda (Aotearoa) e` stata di grand lunga il viaggio piu` costoso che abbiamo fatto ma ne e` valsa la pena. Mi ero ripromesso di scrivere due righe sugli Albatross, perche` ci hanno veramente impressionato e non e` difficile capire perche` abbiano affascinato navigatori di ogni epoca. nz 20-12-2013 10-31 AMAbbiamo guidato da Christchurch verso sud, fino a raggiungere Dunedin (si fa in giornata) e poi abbiamo virato a sinistra, per risalire la Otago peninsula. Alla cima nord della Otago peninsula c’e` un piccolo appezzamento di terra, diventato parco nazionale per il ripopolamento degli albatross. Al momento hanno circa una trentina di coppie, ciascuna curata con attenzione maniacale. Tanto sono preziosi questi uccelli, che si fa davvero di tutto per non vederli scomparire definitivamente dal pianeta. Misure a loro protezione sono ad esempio irrorare il terreno con acqua fredda se le temperature salgono cosi` tanto che potrebbero “cuocere” l’uovo prima che si schiuda; altre misure a protezione dei pulcini sono trappole ovunque per le donnole (che indovina indovinello, abbiamo introdotto noi pensando di fare una gran mossa per liberarci di alcuni uccelli a loro volta introdotti dai primi navigatori). Quando si iniziano a schiudere le uova tra l’altro, vengono prelevati i pulcini e la schiusa si completa al riparo dalle mosche, si sa mai. Nel frattempo vengono sostituiti con delle finte uova che a quanto pare dimostrano come i genitori-albatross non siano proprio intelligentissimi.

nz 20-12-2013 11-19 AML’aspetto affascinante per me e molti altri non e` tanto la maestosita` del luogo, che a molti pare solo uno scoglio di fronte all’immensita del turbolento Oceano Pacifico, perennemente battuto da forti venti che sollevano lo spirito. L’aspetto affascinante, dicevo, e` il ciclo di vita degli albatross, il quale ha del poetico. I piccoli nascono ad inizio primavera e per molti mesi (fino ad un anno) vengono inizialmente curati da un genitore alla volta, mentre l’altro va a pesca. Quando raggiungono quasi i dieci chili di “pucciosita` piumosa” stanno mangiando cosi` tanto che i genitori devono uscire assieme per portare a casa abbastanza pesce da vomitargli addosso.
Ad un anno di eta` cominciano a cambiare il piumaggio ed e` ora di imparare a sfruttare i venti perpetui, cosa che imparano a fare velocemente, anche perche` probabilmente mamma e papa` albatross a questo punto si levano dalle scatole, stufi di provvedere alla prole. Appena si staccano da terra, l’istinto li porta a fare quello che hanno fatto per centinaia di generazioni: partono alla volta dell’antartide, salgono di quota e volano in cerchi lungo i paralleli del pianeta, a sud di latitudine -60. Per quanto lo fanno? Ottima domanda! Un mese? Tre mesi? …5 anni. Volano ininterrottamente per 5 anni, durante i quali non toccano mai terra. Si fermano per nutrirsi di calamari morti sulla superficie dell’oceano, bloccano le ali in volo con un sistema che l’evoluzione li ha portati a perfezionare, cosi` che non devono spendere energia per rimanere lassu`. Sopravvivono a tempeste e uragani e inverni ed estati polari per CINQUE lunghissimi anni. Dormono di tanto in tanto appoggiandosi sulle onde e poi ripartono in quota. Verso il quinto anno raggiungono la maturita` sessuale, quindi qualcosa li porta a riavvicinarsi alla terra ferma, in Argentina o in Nuova Zelanda o isole limitrofe. Ci dicono che e` molto buffo e affascinante allo stesso tempo, osservare questi adolescenti rientrare dove sono nati magari, dopo cinque anni di assenza e senza avere idea di cosa sia il suolo…a quanto pare sono molto goffi nell’atterrare su una superficie solida.
A questo punto Cupido fa il suo lavoro e si scelgono un compagno/a con cui si danno da fare (ps: sara` per lo piu` il maschio a covare l’ovetto) e che seguono per l’anno di vomito a cui facevamo riferimento prima. Dopodiche` la coppia si separa, ciascuno di due si saluta e parte per un anno intero a surfare le correnti del cielo finche` “qualcosa” li avverte che e` ora di rientrare e fare un nuovo pulcino. Incredibilmente la coppia rientra dal Waltz con pochissimi giorni di distanza e ricomincia il ciclo. Se non trovate commovente questa routine non so che dire.
Quindi il ciclo di riproduzione degli albatross e` molto lento, perche` ogni coppia riesce ad incontrarsi, avere un pulcino-pulcione e crescerlo ogni due anni. Per il resto e` solo vento e liberta` e solitudine per i successivi 3-4 decenni. Tra l’altro puo` succedere che cambino partner qualche volta, quindi non e` vero che siano monogami. Non mi e` chiaro come facciano a sincronizzarsi coi tempi di rientro in quel caso, ma tant’e`…ci sara` un tribunale apposito per gli affari volatili.

Combinando questo con il fatto che la risorse ittiche del pianeta stanno andando a schlampe e con il fatto che molti paesi peschino con il long-line (chilometri di filo con migliaia di ami) fa si che decine di migliaia di albatross scambino le esche per cibo, rimanendoci. Buon sushi!nz 22-12-2013 4-053

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