As good as it gets

Stamattina la sveglia suona inusualmente presto anche per me, alle 6:30. Ilaria e` piu` abituata di me a questi orari da australiani, io normalmente dormo un’altra ora. Ma c’e` eccitazione nell’aria, ho comprato -su spinta psicologica della consorte- una nuova tavola da surf. E’ da provare.
Colazione rapida, pausina prima di uscire nella stanza della meditazione e poi di corsa in garage. Muta umida da ieri addosso (brrr) ma mi scaldo subito con la cera. No, non me la sono rovesciata addosso, l’ho distribuita sul lato dove metti i piedi. Si perche` la tavola nuova e` liscia come la crapa di Bersani e ci devo fare le sporgenzine di cera, che senno` si scivola. Quindi metti-la-cera e metti-la-cera rapidamente (karate kid mi fa una pippa), che le onde chiamano.

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Corsa verso la spiaggia, cosi` tengo il calore accumulato con l’attrito nella fase precedente…d’oh mare piattissimo. Cosa che neanche Lignano. Beh quasi…

Fanculo io vado dentro lo stesso, quindi corsa fino a sud di Maroubra, dove ci sono i sandbanks piu` pronunciati e le ondine si alzano un po’ di piu`.
In 15 minuti sono in acqua, il Sole ormai e` gia` alto e scalda la faccia. Zero vento e rumore di mare. Prendo le prime due onde e sto gia` in piedi, la tavola va alla grande perche` e` GRANDE. In effetti e` cosi` grande che sto valutando se comprare un corno da nebbia da montargli a prua. Prima di iniziare la sezione di oggi l’ho anche inaugurata con una bottiglia di spumante del migliore rivenditore di Maroubra (la signora cinese all’angolo), lei e` scivolata placidamente in acqua come ogni transatlantico che si rispetti.

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Sara` sempre un fottuto lunedi` mattina, ma mentre me ne sto ammollo seduto sulla tavola guardando verso il Cile, pensavo che non puo` andare molto meglio di questo momento che sto vivendo. Anche solo per un’ora nella mattinata.

[non ho saltato il lavoro, ce l’ho fatta ad essere in ufficio per l’utilissimo seminario delle 10 in cui tante facce si guardano e alla domanda “Any news?” se non ci sono nuovi esopianeti si sente solo lo spiffero del vento dell’ovest e una balla di fieno rotola per la stanza]

Casa nuova e amica nuova (Ciao Marzia!)

Siamo stati colpevolmente assenti ultimamente, quindi cerchiamo di riguadagnare un po’ di momento pubblicando dei video!
In particolare vogliamo dare il benvenuto alla nostra nuova amichetta Marzia, che ha qualcosa come 3 giorni ora. Non vediamo l’ora di conoscerla, anche se quando ci presenteremo sara` gia` grande. Tipo un 60 cm, piu` o meno.

Chi non avesse ancora visto casa nuova ora puo` farlo 😀
Tanto per dire, questa e` la sala dove dormite se ci venite a trovare

E per ribadire il concetto: benvenuta Marzia! Scusami se ti saluto solo un po’ avanti nel video, ma che ci vuoi fare, la ggente mi chiede cose 20 secondi dopo che sono sgusciato fuori dal letto…

Se per caso ci veniste a cercare, noi siamo qui:

Video cancellato (Vedi post “Il mistero dei Cupcakes” del 15 settembre 2013)

Se siete in vena di testare le vostre capacita` surfistiche Maroubra ovviamente offre anche questo

Un anno dopo… 6/7

Quando andavo al liceo non ero proprio una studentessa modello, diciamo che ero quella che stava a galla… Ho preso tante insufficienze quante sufficienze, con la differenza che le sufficienze non andavano mai oltre il 7 (che per me era come prendere 8 e 1/2) mentre le insufficienza variavano dalla piu’ originale mai ricevuta 3- – (tre MENO MENO) in italiano al 5/6+.

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Siamo in Australia da un anno esatto o poco piu`. Tempo di bilanci parziali. E’ stato un anno che da una parte è volato dall’altra è stato eterno, di cui non sono assolutamente pentita ma da cui mi forse aspettavo di piu’.

Ho capito che quando si emigra (e noi lo facciamo un visto da “privilegiati”) non conta solo dove vai ma anche da dove vieni, cioe` un posto non è bello/piacevole/conveniente in sé e per sé, dipende sempre da dove sei partito, perche` è dal confronto tra quello che hai lasciato e quello che hai trovato che poi valuti come stai davvero in un posto.

Se fossi emigrata qui dall’Italia di oggi, penso che l’Australia sarebbe un paese meraviglioso, forse non mi ci sentirei comunque “a casa” ma apprezzerei di piu’ quello che ha da offrire.

Io sono emigrata dall’Italia grigia, provincialotta e un po’ bauscia per andare in Germania. Qui ho trovato il salto di qualita`, qui ho trovato migliorate o diverse le cose che mi facevano incazzare a morte in Italia o mi facevano sentire di vivere in una brutta prigione di palazzi e grigiume; nello stesso tempo ho scoperto di avere molte cose in comune con quel paese: principi di base, buone maniere, il comune buon senso e pure un po’ di senso civico.

Qui in Australia ho trovato un’ambiente fisico e sociale completamente diverso dall’Europa.

L’Australia e’ il luogo dove facilmente lavori con persone da tutto il globo a 360 gradi, che hanno esperienze di vita e racconti che non smetteresti mai di ascoltare e fare domande. E’ un paese dove la natura è selvaggia, violenta, mortale, ma terribilmente affascinante, silenziosa e con poca presenza umana, forse un po’ troppo piatta, se si tralascia la Tasmania, ma sicuramente unica nel suo genere. I parchi dell’Australia (a parte gli arci-famosi e quelli vicini alle grandi citta’), sono popolati da pochissime persone e nello stesso tempo da moltissimi animali selvatici e anche mortali. Non esiste l’ “affollato” o l’effetto “Lignano Sabbiadoro in agosto”. Forse non c’è anche per il loro singolare concetto di parchi naturali, ma di questo non parliamo in questo post se no diventa troppo lungo.

L’Australia e’ un paese che ancora offre la possibilita’ ai giovinastri di lavorare come cameriere, barista, o di fare altri “nebensjob” (alla tedesca) o “lavoretti” (all’italiana) e mantenersi una stanza in un appartamento condiviso non troppo lontano dal centro. In Australia insomma c’e’ ancora possibilita’ di andare via di casa e potersi mantenere, di fare esperienza, di procede per tentativi ed errori (anche se poi sono terribilmente nazionalisti nel momento in cui devono scegliere qualcuno per un lavoro di mansioni superiori, ma anche per questo servirebbe un altro post).

Lavorativamente parlando l’Australia mi ha dato grandi possibilita` senza dubbio, anche se mi sono dovuta scontrare col loro protezionismo. Lavoro in un preschool bilingue inglese-tedesco, con colleghe/amiche meravigliose e una brava capa. Purtroppo, in quanto straniera, non mi è stata riconosciuta la laurea e le esperienze precedenti, quindi ho dovuto fare un corso (pagandolo non poco) per poter lavorare con il livello piu` basso (quindi pagata meno), evito di commentare i trogloditi contenuti del corso che alle volte mi hanno fatto venire crisi di nervi, di cui il coniuge ha preso parte in qualita` di calmante. In questo preschool ho la possibilita` di rimanere in una sorta di “bolla europea” dove mi sento un po’ piu’ “a casa” e dove i rapporti umani sono piu’ facili e piu’ leggilibili (semplicemente perche` siamo europei e tra europei ci si capisce. Punto). Ho la possibilita` di continuare a parlare tedesco e di formarmi su un campo, il bilinguismo, che è uno dei grossi temi di adesso e lo sara` anche nel futuro.

Il mio secondo lavoro da insegnante madrelingua di italiano per adulti, credo che se non fossi in Australia non potrebbe andarmi cosi’ bene. E’ un lavoro super-casual (cioè piu` precario non si puo`), tu dai la disponibilita’ a fare dei corsi durante il term, che durano 8 o 9 settimane, se gli studenti si iscrivono a sufficienza fai il corso altrimenti il tuo corso salta. Ci è voluto qualche mese per inserirsi nell’ambiente ma ora ho un sacco di lavoro che passo anche alle colleghe perche’ non ho fisicamente il tempo per fare tutto.

Fin qui tutto bello qui in Australia, terra che non e’ in crisi, natura in quantita`, io ho trovato tanto lavoro, colleghe e amiche meravigliose, quindi dove sta il baco?

Il baco è che l’Australia e’ una terra anglosassone, dai principi anglosassoni, i rapporti umani si costruiscono in modo diverso che in Europa, la vita lavorativa e personale sono divise da un muro, nonostante quello che si dica gli anglosassoni/australiani non sono cosi’ aperti e di facili scambi o amicizie, sopratutto quando sono nel loro “habitat”. Si percepisce (sopratutto io poi che lavoro nell’educazione) moltissimo l’individualismo e la competitivita’ che sono capisaldi di questa cultura. Non apriamo poi il capitolo welfare state, nonostante in Australia ci sia una assicurazione sanitaria pubblica per tutti e le armi non siano libere come negli usa.

Gli amici che abbiamo sono tutti europei, non so se è stata una scelta inconscia perche’ tra europei scatta quella connessione diretta o una necessita’ perche’ con gli australiani e’ piu’ difficile creare un rapporto, non so. Siamo tutti qui in Australia a tempo determinato e la maggior parte ha voglia di tornare in Europa dopo questa esperienza. Forse perche’ veniamo tutti da situazioni lavorative europee abbastanza buone, abbiamo tutti la stessa sensazione su questa esperienza Australiana: prendiamo tutti quello che l’Australia ha da offrirci e poi torniamo a casa.

Io credo che il baco sia nel fatto di sentirsi ospite a tempo determinato. Mi sento ospite, immagino anche per colpa mia, perche’ questa cultura e’ talmente diversa dalla mia che mi incuriosisce, cerco di conoscerla ma e’ difficile integrarla alla mia. E poi siamo qui per altri due anni e tutti gli amici ma anche colleghi sono qui per un tempo determinato di massimo tre anni, sappiamo tutti che finira’ prima o poi, che questa e’ una situazione temporanea, il che rende ancora piu’ difficile fare dell’Australia “casa”.

Fortunatamente ci siamo appena trasferiti da Redfern (altrimenti detto viale Abruzzi- zona citta’ studi, Milano) a Maroubra beach. Abbiamo un meraviglioso appartamento con vista oceano a 150mt da una grandissima e splendida spiaggia. Questa location rende il nostro essere “ospiti a tempo determinato” molto molto molto piu’ piacevole e abbassa notevolmente la voglia di andare al lavoro dopo che fai colazione guardando l’oceano. L’unico piccolo problema e’ la connessione internet, ma di questo non appena il caso sara’ risolto (ebbene si’ siamo stati definiti un “caso unico” dalla compagnia telefonica) vi racconteremo. Per ora siamo da un mese SENZA internet. Vi lascio immaginare i santi che preghiamo tutti i giorni per questo.

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Per concludere questo lunghissimo resonconto dell’anno appena trascorso, il voto e’ un 6/7, che da studentessa liceale e’ abbastanza alto. Le opportunita’ di lavoro che sto maturando qui sono rare; gli amici che abbiamo conosciuto sono belle persone piacevoli, simpatiche e provenienti da tutt’ Europa, con le quali condividiamo questa intensa esperienza; e poi insomma l’Australia e’ un’enorme isola unica nel suo genere per flora e fauna, e’ un luogo ancora per la maggior parte selvaggio, dove l’uomo e’ un animale come tanti altri, non e’ quello predominante.