Karaoke-Big Brother

Festa di Natale con le colleghe.

“Dove si va ragazze??”

“Al KARAOKEEEEEE”

Io cerco di trattenere la faccia da “Dove minchia andiamo? Ma siam pazzi (alla Bersani)??”

Vedo l’entusiasmo che trasborda dalle facce delle mie colleghe che sembrano dover andare alla notte degli oscar per consegnare le statuette. Mi trattengo dal conato di vomito, che stava per essere il mio commento, e sorrido uno di quei sorrisi falsi che le aspiranti miss Italia si fanno tra di loro alla tivvu’.

Ok, penso, sara’ un pub scalcinato, pieno di sbronzi o aspiranti x-factorini, e io staro’ a guardarli e a ridere di loro con la mia bella birra in mano. Si puo’ fare.

 

Mi sbaglio di grosso.

 

Qui andare al karaoke significa andare in una camera 4×4, rivestita di quel rivestimento di gomma del confessionale del grande fratello. Nella sua area la stanza contiene un megaschermosuperpiattogigante lungo tutto una parete, di fronte a questa parete sta un divanetto col tavolo, su una terza parete c’e’ un touch-screen da cui ordini da mangiare e da bere. Il tutto illuminato solo dai video che fuoriescono dal megaschermosuperpiattogigante (quindi stai sempre come al cinema). Funziona cosi’:

Si prenota a ore;

Si entra e si ordina in fretta e furia del cibo pigiando il touch-screen in modo compulsivo;

Si inizia a sfogliare il catalogo delle canzoni (che e’ sul tavolo), si scelgono e si inizia a cantare subito (sai com’e’ paghi a ore mica vuoi briciarti 10 minuti di performance!!!);

Entra il cameriere con il cibo e l’alcol, si mangia mentre si canta e si beve;

Poi quando mancano 10 minuti alla fine delle due ore il cameriere entra e ti avvisa che tra 10 minuti accendono le luci e ci cacciano (finalmente!).

 

Questa e’ la teoria del Karaoke.

Noi l’abbiamo piu’ o meno rispettata io mi sentivo come gettata in una lavatrice programma solo centrifuga a 1000giri. Entra. Ordina a caso. Mangia. Bevi. Canta. Urla. Bevi. Bevi. Bevi.

Allora, posto che io ero costantemente sconcertata, appena ho messo piede nel bunker della canzone ho chiesto del vino e ho capito subito che o bevi o sei asiatico o non ce la fai a stare in un posto del genere. Dico sei asiatico perche’questa modalita’ Karaoke-grande fratello e’ diffusissima in asia e qui a Sydney sono fondamentalmente gli asiatici che ne vanno pazzi.

Dopo un tot di vino e qualche patata fritta iniziamo a cantare, col microfono!!! Alla fine ci siamo anche divertite, qualcuna ha alzato troppo il gomito ed e’ dovuta andare a casa prima (come biasimarla?).

La scena piu’ bella e’ stata quando dopo alcuni bicchieri vado in bagno. Ecco esco dal Karaoke-grande fratello e chiedo al cameriere dietro la porta dove sta il bagno, che come al solito e’ in fondo a destra. Benissimo.  Faccio quel che devo fare. Ritorno nel corridio e mi rendo conto che il corridoio e’ pieno di porte identiche a quella da cui sono uscita che dietro di loro nascondono tante stanze 4×4 di karakeolandia. Bene e ora la mia quale c… e’? Inutile dire che le ho dovute aprire tutte prima di trovarla, ho visto anche due sole persone dentro una stanza che cantavano (ebbene si’ hanno pagato due ore per cantare al karaoke e ascoltarsi tra di loro, mica per dilettarsi in altro modo), poi fondamentalmente ho visto gruppi di asiatici presi benissimo a cantare roba tamarissima in cinese o thailandese tipo “gamgamgam style”.

 

Costo della serata? 55 dollari a testa per bere e karaokeizzarsi. Sticazzi!

 

Tornerai al karaoke? No ma se devo farlo, devo essere “gia’ benzinata” come diciamo noi a Gallarate.

 

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