Tre giorni ad Ovest

Ho passato qualche giorno all’estremita` ovest del paese (a Cervantes, WA) per una riunione annuale di CAASTRO che non e` questo

ma questo.
Va beh, quel che e`. Una tre-giorni di astronomia abbastanza lontana dai miei interessi e dal mio background, ma una buona occasione per presentare al resto del network chi sono e cosa ho fatto gli ultimi mesi. 

La cosa piu` interessante sono state le gitarelle connesse alla conferenza. Organizzazione impeccabile ha fatto si che un geologo di Oxford temporaneamente in Western Australia per il suo sabbatico, ci abbia fatto da guida.

Foto dei parchi a questo link.

(1) Giro al Lake Thetis dove ho sconvolto un americano per il solo fatto di sapere chi era Teti. La particolarita` di quel posto e` che ha delle condizioni molto stabili in termini di salinita` da quando si e` formato qualche migliaio di anni fa, quando il mare s’e` ritirato qualche centinaio di metri piu` a ovest: evidentemente deve avere un buon bilancio tra evaporazione e riempimento. La cosa che non capisco e` come faccia a mantenere la salinita`. Sia quel che sia, e` la casa dei nostri piu` antichi antenati, gli Stromatoliti. Sono le cosiddette rocce viventi, perche` in pratica sono colonie di cianobatteri che fotosintetizzano, ricoprendosi nel frattempo di carbonato di calcio. Morale della favola sono le colonie di batteri che il vecchio con la barba e il triangolo in testa probabilmente ha acceso per prime su questo pianeta (e come sarebbe bello trovarne ora su Marte), 3 miliardi e mezzo di anni fa. La cosa curiosa e` che tutt’attorno sono una brodaglia di amminoacidi, con il risultato netto di creare una poltiglia che trattiene le bolle di ossigeno che producono. Ah si, oltre ad essermi sentito geneticamente molto vicino a loro, vorrei ufficialmente ringraziarli per averci dato un’atmosfera respirabile.

A quanto pare non ne esistono ormai molti, ci sono quelli li del lago Teti, una colonia molto ampia piu` a nord sempre in Western Australia (che e` visitata molto piu` di questa dai turisti), ed infine una colonia alle Bermuda e una in Antartide. Stanno scomparendo e fa effetto pensare che forse dopo 3 miliardi e mezzo di anni si sono un po’ rotti di clonarsi a ripetizione.

(2) Giretto (in realta` ho sfruttato l’occasione e ne ho fatti due) poco dopo l’alba al parco dei Pinnacles. Il posto in sé non dice molto quando ci arrivi ma poi ti si apre una spianata di…menhir piantati nella sabbia. Chi ce li ha messi li? Quando? Si formano naturalmente? Come?
I discendenti degli aborigeni che girano quelle zone da qualche migliaio di anni dicono che quella e` sempre stata zona tabu`, perche` quelle sembrano dita di giganti nascosti appena sotto terra, pronti ad afferrarti. La leggenda pare sia nata dopo che qualcuno ha girato in quelle zone e non e` mai tornato. Vai a sapere, al popolo degli uomini son sempre piaciute le storie dell’orrore. A quanto pare pero` migliaia di anni prima della tribu` i cui discendenti son stati intervistati in proposito, dei paleolitici aborigeni devono averci vissuto o almeno cacciato, perche` sono state ritrovate schegge di frecce/lance. Boh.
Sulla loro origine invece il geologo e` stato molto convincente (e ha spalato un bel po’ di m$*#@ su quelli che sostengono che siano alberi fossili): c’e` un deserto di silicati e carbonato di calcio con degli arbusti che piantano bene in profondita` le radici, quando piove o s’alluviona, le aree che subiscono di piu` l’effetto dell’acqua sono quelle senza radici quindi tra albero e albero si creano come delle grondaie naturali. Poi gli arbusti son morti e pian piano il vento ha fatto il resto, modellando quelle che a questo punto sembrano delle stalagmiti.
Non so a voi, a me piace piu` la storia dei giganti.

La cosa piu` “affascinante” di tutte pero` e` la storia vera di un naufragio avvenuto nel 1629 qualche centinaio di km piu` a nord di dove eravamo noi. Detta in breve, succede che un bel pezzo prima che gli inglesi (che son i piu` furbi) si rendessero conto che era un paese a sé stante e potenzialmente redditizio -nel 1788- i navigatori di mezzo mondo, portoghesi e olandesi su tutti, navigassero queste coste e questi mari. D’altronde era anche sensato, per arrivare nell’attuale Giacarta partivano dall’Africa e navigavano verso dx fino a che non vedevano terra, a quel punto giravano di 90 gradi a sinistra fino all’indonesia…pratico. Fatto sta che la nave Batavia carica di argento, oro e spezie quando arriva sulle coste australiane un po’ perche` era quasi in procinto di vedere la ciurma ammutinarsi, un po’ perche` il nocchiero sara` stato sbronzo, si schianta su un’isola non troppo lontana dalla terraferma. Annegano in 40 su 320, bazzeccole ai quei tempi! Solo che i sopravvissuti, capitano in primis, si rendono conto che sull’isola deserta non e` che ci sia molto da mangiare e bere, in pratica son cazzi amari! Quindi il capitano dice: -tranzilli, ci penso io! Prende una delle scialuppe rimaste e con una selezione dei sopravvissuti salpa verso…l’indonesia. Un genio.
Appena la barchetta scompare all’orizzonte, a uno dei superstiti -un farmacista fallito- scatta una molla in testa, si chiude qualche circuito, vai a sapere. Sara` stata colpa del caldo. Convince subdolamente i soldati che sono rimasti ad accompagnarlo sull’isola deserta numero 2 alla ricerca di acqua, solo che arrivati lì, lui li scarica a riva e poi gira la barchetta e abbandona tutta la truppa. Tornato sull’isola numero 1, assieme ad una neonata compagnia di tagliagole pazzoidi si autoproclama Re dell’universo e comincia una serie di sgozzamenti indiscriminati dei superstiti e di stupri di gruppo. In pratica soggioga tutte le donne come schiave sessuali e trucida i bambini e chi fiata: un regno dell’orrore in chiave seicentesca.
Piccolo particolare: il capitano-genio e` arrivato in indonesia cavalcando due testuggini probabilmente. Sia quel che sia, organizza una missione di recupero e -credo- mesi dopo riesce a tornare sul luogo nel naufragio. Peccato per il Re Pazzo che i soldati sull’isola 2 non siano morti di fame e di sete, ma (probabilmente nutrendosi di gabbiani e leoni marini) appena ne hanno l’occasione dicono al capitano-genio quel che e` successo.
Epilogo: il Re Pazzo e i suoi sodali vengono processati per direttissima e appesi alla prima palma.

Morale della favola: non fidatevi mai di un farmacista bancarottiere.

Tutta la storia qui. Gia` che ci siete mollate un deca a wikipedia se -come me- ne fate uso regolare.

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One thought on “Tre giorni ad Ovest

  1. bravo ! Quando sarai molto vecchio e starai seduto davanti al fuoco del caminetto a riflettere sul chi siamo, da dove veniamo e, sopratutto, dove andiamo, sarai attorniato dai nipotini che ti chiederanno di raccontargli una storia. Ricordati di questa che ci hai appena raccontato a noi. Domandi la racconto in ditta . Mandi

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