And the winner is…

Beh chiaramente la tipa alle spalle di Obama con la bandierina piantata in testa per tutto il discorso. Ma la CIA, l’NSA o chenneso` non puo` occuparsi di ‘ste cose? Mi aspettavo di vederla scomparire dopo le prime inquadrature.

Due commenti in volata sul discorso della vittoria. Mi e` sembrato un discorso abbastanza insipido e privo dello slancio retorico di altri discorsi del presidente. Forse e` dovuto al fatto che e` proprio Obama che mi e` parso molto stanco.
Detto questo, la battuta sul  cane e` davvero forse davvero il punto fermo del discorso, come ha scritto Libero ieri. Scherzi a parte:

Piaciuto: l’appunto sul fatto che molte persone hanno faticato o non sono riuscite a votare e che questo e` un problema che va affrontato. Su questo punto, scopro oggi chiaccherando con un ospite americano che indipendentemente se il tuo stato ha il voto elettronico (che impedisce il riconteggio) o cartaceo, in ogni caso non ti viene richiesto un documento di identita`. Questo anche perche` non esiste un modo univoco e consistente di identificare un americano: le ID sono diverse da stato a stato, il passaporto non ce l’hanno tutti, la patente lasciam perdere, etc…
– Piaciuto anche ricordare il sogno americano: non importa chi sei o da dove arrivi, se ti spacchi la schiena forse ce la puoi fare a diventare chi vuoi;
– “The role of citizens in our Democracy does not end with your vote. America’s never been about what can be done for us. It’s about what can be done by us together through the hard and frustrating, but necessary work of self-government.”
– Ricordare che la riforma sanitaria, anche se annacquata, e` un game-changer in quel paese

Non piaciuto: siamo sempre er mejo, il paese migliore del mondo, la democrazia migliore, la societa` migliore, tutto il mondo vuol venire qui (“comes to our shores”), abbiamo avuto la campagna migliore di tutti i tempi (“the best campaign team of all times”). Oh sempre sempre sempre devono far roteare il pisello!
– I troppi riferimenti e ringraziamenti all’esercito, per uno che ha vinto il nobel per la pace. Le inconsistenze interne al discorso: c’hai cazzi a ridurre il deficit se aumenti le tasse no? Da quello che ne ho capito the Big Game si gioca nei prossimi due mesi proprio sulla questione tasse (e le borse hanno reagito male alla rielezione per questo);
– Ricordare che il sogno americano in cui 1 ce la puo` fare significa anche dimenticarsi di tutti quelli che non ce la fanno o non ce la possono fare. Perche` sono diversi e questa non e` una colpa ontologica;
– La vacuita` degli obiettivi. We have to go forward…ma ‘ndo vai?Boh. Hai quattro anni davanti, daje! Esagera! Che ti frega, sparala grossissima, di` che vuoi trovare (chesso`) la cura per il cancro

Morale: non c’e` abbastanza Sam Seaborn in chi gli scrive i discorsi adesso.

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4 thoughts on “And the winner is…

  1. Ciao!

    sai che non sono molto d’accordo: a me il discorso e’ piaciuto. Era molto bella la parte in cui spiegava che la politica non e’ una cosa da poco, che e’ importante, che serve (o potrebbe o dovrebbe servire) a fare la differenza nella vita della gente. E “your job does not end here”, che la partecipazione alla vita democratica non si esaurisce nel mettere crocette. E il senso generale che il progresso, comunque lo si voglia misurare (condizioni di vita materiale, liberta’, giustizia, uguaglianza), si percepisce sulla lunga durata, attraverso le generazioni, integrando via il rumore della polemica del ciclo elettorale (ma questo forse l’ho estrapolato io…)

    E comunque, secondo me uno staff da compagna elettorale come quello che aveva quest anno e’ probablimente il migliore di sempre, che hanno tirato fuori una vittoria in condizioni non proprio facili grazie a orgnizzazione, organizzazione e organizzazioni (e una valanga di soldi, che vorra’ pure dire organizzazione…)

    un abbraccio!

    andrea

    • Ciao Andrea, beh quello che dici anche tu nella prima parte l’ho messo anche io nel “piace”. Sulla seconda parte non son sicuro della lettura del risultato (poteva andar meglio? poteva andar peggio?). Oggi esce l’opinione di Aldo Giannuli che ripropongo qui http://www.aldogiannuli.it/2012/11/la-vittoria-di-obama/ (che temo spari dei numeri a caso)
      Ho rivisto il discorso a Denver quando ha ricevuto la nomination democratica: molta piu` potenza secondo me, anche se e` molto piu` facile parlare da candidato alla presidenza che da presidente. Purtroppo non ritrovo un discorso che mi aveva colpito tanto per la forza della retorica (nel senso della scelta perfetta delle inflessioni della voce, nelle figure retoriche, nelle pause), credo fosse il 2008. Se lo trovo lo posto.

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