Cavalli e HP

Sono reduce da una mezz’ora al pub con i simpatici colleghi (suvvia moglie, vedi come sono bravo e mi integro con gli indigeni), ore 15:32 locali. Il grande evento e` la Melbourne Cup, cosa che m’e` comparsa sul calendario di google a cui sono iscritto (festivita` australiane). Di che si tratta? E` una roba che manco il superbowl. E` una gara di equitazione, dove una trentina di cavalli sicuramente sotto cocaina equina vengono spinti al massimo per 3.2 km. Perche`? Per far scommettere tutti gli australiani su chi sara` il nuovo Re della Melbourne Cup.
Insomma quello che nella mia testa e` relegato agli addicted del gioco d’azzardo, qui sembra uno “sport” nazionale al punto che in Victoria gli uffici pubblici e privati proprio chiudono. Nel senso che vai al lavoro ma per andare al pub coi colleghi. Roba che neanche quando a Livorno gioca il livorno, a Udine l’udinese, a Roma la aarroma. Ok la smetto con i parallelismi  calcistici, ché non son capace.
Con grandissima professionalita` (/sarcasmo mode on) la nuova executive segretaria ha anche lanciato un giro di scommesse interne al dipartimento, facendo pure presente con un reminder qualche ora fa che *non* tutti avevano puntato qualcosa. Certe volte mi manca proprio una tanica di benzina quando serve.

Contemporaneamente c’e` stato anche l’ennesimo omicidio nella zona sud-ovest della city. Gia` dalle prime ore -poi confermato- si vociferava di un regolamento di conti tra bikies. Dal momento che non era la prima volta che questo termine capeggia sulle prime pagine, mi son preso qualche decina di minuti per informarmi e ho scoperto che essenzialmente qui il fenomeno criminale su tutte le scale (da chi ti scazzotta al pub in Kings Cross alla gestione dei giri milionari di Meth) passa per i bikies.

Inizialmente negli anni ’60 sono nati come costola dei movimenti ribelli statunitensi. Erano essenzialmente solo “cattivi ragazzi” con una propensione a tatuarsi (ma non le donne, perche` una donna tatuata puo` essere solo una “slut, a prostitute, or the mother of a bikie” secondo la bibbia degli old school bikers). Ora girano in macchina per la maggior parte, forse si sono evoluti sul numero di gomme, ma gestiscono quasi ogni attivita` criminale classica. Con grande disgusto scopro che i nuovi adepti non sanno neanche guidare una moto: sfigati. Mica come me che so portare un Ciao della Piaggio con incredibile padronanza del mezzo. Ah, e le ragazze sono tutte tatuate. Roba da matti! Tatuate! Si distingueranno sicuramente dalla ragazza normale che invece aborrisce questa pratica tribale.
Ne parlo perche` c’e` stata una docu-serie TV di denuncia (qui vanno molto) sul fenomeno bikies, che ho guardato a pezzi. La cosa grottesca e` come le autorita` e i mezzi di informazione trattano il fenomeno. I diligenti pulotti infatti ci informano che questi ragazzacci criminali si identificano perche` vestono ancora di cuoio, dicono parolacce e sono violenti a casa. Una caricatura dei balordi da film (quelli che piacciono a me, dove il cattivo sembra cattivo e il buono sembra buono), l’equivalente opposto alla brava-ragazza-principessa-vestita-di-rosa. L’attorney general svela di aver anche disposto l’arresto e la distruzione di una serra idroponica di qualita` commerciale (accidenti!) e avvisa le mamme di tenere i figlioli lontani dalle brutte compagnie. Insomma pare che i bikies siano sta roba qui

Non so se sia piu` grottesca l’immagine che ne danno i media o il fatto che forse sono cosi` per davvero.

Morale della favola: il fenomeno esiste* ed e` alieno a noi europei, che di criminalita` ne abbiamo sviluppati tipi diversi. La descrizione che ne danno i media mi pare semplicistica e caricaturale, forse perche` le forze dell’ordine stesse sono una caricatura. Mi pare sempre piu` evidente che gli australiani siano una versione annacquata degli americani (delle abitudine commerciali e culinarie parleremo un’altra volta), perche` ne hanno alcuni dei tratti identificativi ma in versione ridotta (girano armi, ma di meno; fanno i drive-by ma non usano gli uzi; hanno un sistema sanitario basato sulle assicurazioni private ma almeno hanno la copertura per il pubblico e i prezzi delle prestazioni non li fissano le assicurazione contrattando con i medici; hanno una propensione allo spreco ma tentano di venderti l’organic se possono, etc…).

*qualche numero: ci sono una quarantina di bande diverse in Oz, circa 3000 adepti veri e propri, piu` un migliaio di affiliati o in attesa di entrare nel giro. Cioe` praticamente una frazione di un quartiere di alcune zone d’Italia. Nota: da quel numero si potra` ben tirar fuori un certo numero di “cattivi ragazzi” che solo amano il cuoio e le moto di grossa cilindrata, ma non sono coinvolti nei traffici loschi.

Enjoy:

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