SURFSURFSURF

E’ ottobre, la primavera avanza, il caldo si fa sentire, siamo a Sydney… Cosa fai?Lezione di Surf!
Ecco in realta’ la lezione di surf e’ il mio regalo per il coniuge che varca la soglia dei trent’anni il 9 novembre. Ecco piccolo problema.

Io un paio di mesi fa presa da una nostaligia galoppante ho deciso di tornare in Italia. Siccome avevo una situazione di lavoro precarissima, ho deciso di tornare per una sola settimana effettiva (atterro il 3 nov. mattina, riparto il 10 nov. sera). Io e il coniuge abbiamo guardato i biglietti e le possibili date per un po’ e poi abbiamo deciso che tra costi, ore di volo e giorni la soluzione migliore era quella settimana li’…

Ebbene dopo qualche settimana mentre correvo beatamente al parco, mi si illumina una lampadina, mi blocco e dico (ad alta voce) “ma cazzo!!! Per perche’ non me l’ha detto quello li’??”… Mi sono resa conto che sarei stata in Italia proprio la settimana in cui lui avrebbe compiuto i fatidici 30 anni (by the way, 9 novembre). Che fare? ….

… Niente. Oramai era troppo tardi.
Ho deciso quindi di fargli compiere 30 anni prima. E di fargli un regalo FIGHISSIMO: pacchetto di lezioni di surf per due (ok, il regalo e’ stato un po’ anche per me) a Maroubra beach.

Bene, dopo sto’ amba aradam (so che si scrive cosi’ perche’ c’e’ una via a Roma che si chiama via dell’Amba Aradam e ho sempre sognato di viverci solo per il nome), vi racconto come e’ andata.

Lezione 1:

mettetevi la muta —> ok ;

prendete la tavola —> ehm, e’ gigantissima ma ok ;

facciamo dello stetching e un giro di presentazioni —> ok ok le presentazioni mi piacciono!

facciamo tipo 5 minuti a piedi nella sabbia trascinandoci la nostra gigantesca e pesantissima tavola —> ‘sti cazzi, potrebbero anche portarci con la macchinetta dei bagnini invece di morire di fatica prima di entrare in acqua.

Piazzate le vostre tavole una accanto all’altra e ascoltate un po’ di teoria su quanto e’ pericoloso il mare in Australia —> si, giusto prima di entrare in acqua mi fa bene!

La prima lezione comunque direi che e’ andata benone, ci siamo divertiti tantissimo, abbiamo provicchiato a sentire le onde e pure ad alzarci in piedi, cadendo rovinosamente a in acqua subito dopo, ma con stile!

Ila e la sua primissima onda: pronta in posizione 1, vengo spinta dal mestro se no l’onda non al prendevo manco morta, esaltata mi metto in posizione 2 (la foca). Mi stavo godendo l’onda, quando appare sempre piu’ in avvicinamento una balenottera vestita di fuxia in acqua fino a mezza gamba, che urla e ride con le sue tre amiche balenottere (ma di colori diversi) a riva. Io inizio ad urlare “Move!Move!Mooooooooove!” ma niente, quella continua a ridere e piu’ mi avvicino piu’ le sue amiche ridono… Inevitabile lo scontro, lei plana e solleva una piscina d’acqua intorno a se, continua a ridere senza manco degnarmi di uno sguardo, manco un insulta per averla falciata, niente. Si sara’ accorta della cosa? Bah… Io mi avvicino lo stesso, le chiedo se e’ tutto ok e lei con faccia stranita mi dice “Oh, Yes Yes!”, temo che non si sia resa conto di essere stata presa in pieno da una tavola da surf… va be’!

Comunque la prima lezione e’ davvero andata bene, abbiamo preso un po’ di confidenza con le onde e col mare australiano, abbiamo provato a prendere le onde e a tirarci in piedi e abbiamo capito la teoria degli animali delle posizioni:1 sdraiati, 2 foca, 3 cane, 4 scimmia, 5 uomo in piedi. Abbiamo anche capito che a surfare si fa una fatica boia, la sera a casa eravamo distrutti: braccia, gambe, schiena, glutei, mani, collo… tutto dolorante. La sera in compenso abbiamo dormito dadio.

Lezione 2:

Il nostro amico portoghese si aggiunge a noi. E’ domenica e siamo in 12 quindi verranno fatti due gruppi uno “beginners beginners” e uno “beginners advanced”, il coniuge e il portoghese vanno nell’advanced e io sto nel beginners.

Il coniuge e il portoghese si divertono da matti, cavalcano onde, stanno in piedi alla grande (facendo anche i cool sulla tavola e mettendosi quasi in posa per le foto…), non volevano uscire dall’acqua dopo due ore di fila di surf… Insomma alla fine della lezione ci ribecchiamo e loro era pimpanti, energici allegri e si sentivano i re del surf!

Io ho mi sono divertita la prima ora, poi ho sofferto le pene dell’inferno, consumato le energie di due mezze maratone e mi sono girati i cabbasisi peggio che a Montalbano. Semplicemente e’ successo che la seconda ora, vattelapesca perche’, non riuscivo a muovermi dalla quasi riva. Ora vi spiego la teoria del mio immobilismo:

Quando surfi un’onda sei praticamente a riva, allora devi prenderti in mano la tua gentil tavola e a piedi affrontare le onde al contrario e andare fino al punto dove puoi prendere le onde dall’inizio, ebbene questa operazione e’ la COSA PIU’ COMPLICATA E FATICOSA di tutto il surfare… Io per 45minuti sono rimasta bloccata da continue onde che arrivavano e sbattevano contro la mia gigantesca tavola, provavo in tutti modi ad andare oltre ma poi mi ritrovavo sempre nello stesso posto. Ammetto che ho finito la lezione demoralizzata, stanca e un po’ incazzata.
Allora ho pensato bene e giustamente di prendermela col pizzaiolo che osava prevedere nel suo menu’ pizze con l’ananas… Ho esordito con un :

“Ma nella pizza non ci va l’ananas!!!”

“Se non ti piace la togliamo.”

“NO, (brutto idiota) e’ che la pizza non si fa con l’ananas, PUNTO. IO SONO ITALIANA E LA PIZZA CON L’ANANAS NON ESISTE!!!!”

Dopo essermi riuscita a sfogare per una giusta causa, mi sono goduta la giornata in spiaggia con gli amici e il coniuge.
Lezione 3:

mare decisamente piu’ movimentato delle volte scorse. Il coniuge e’ addirittura passato alla fase “impara come girare”, e’ davvero professional oramai… Io sono rimasta alla fase “cerca di alzarti in piedi, magari non per caso ma perche’ ci hai pensato”, a parte un paio di volte la missione e’ fallita anche a questa lezione, ma non demordo, ci riusciro’! La cosa interessante oggi e’ stata che verso la fine della lezione il mare diventava sempre piu’ agitato, le onde arrivavano davvero una dietro l’altra, e in piu’ c’era molta corrente in mare per cui alle volte non riuscivo a stare in piedi perche’ la corrente del mare mi trascinava le gambe. No mediterraneo, no puccio.

Siamo molto contenti delle lezioni, abbiamo deciso che ne faremo altre due per prendere un po’ piu’ di sicurezza, poi magari andremo con amici e affittiamo le tavole. E’ un bel modo per goderti questo mare, per imparare a conoscerlo, a non averne paura, ad avere coscienza dei suoi pericoli, che sono piu’ che altro risacca, corrente e onde. Ah, e poi con la muta da surfista stai in acqua tantissimo, col costume dopo 10 minuti ti raccolgono assiderato come Jack del Titanic.

 

Se volete vedere le nostre foto sono qui:

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