Radio SBS-Italian

Questo e’ il nostro quarto d’ora di celebrita’, dopo italiansinfuga.com, ieri alle 10.00 siamo approdati agli studi radiofonici di SBS-Italian.

SBS e’ un’emittente televisiva e radiofonica di stato (in realta’ sono due SBS1 ed SBS2) che produce programmi in 80 lingue diverse. I programmi sono quelli di un’emittente normalissima: notizie, film e intrattenimento, approfondimento, sport, mancano forse solo i quiz scemi.
La cosa bella di questa emittente e’ che la programmazione quotidiana e’ in tantissime lingue suddivisa per fasce giornaliere (ad esempio il programma in italiano e’ dalle 8 alle 9 del mattino e dalle 6 alle 7 di sera su SBS2, tutte le altre ore della giornata ci sono lingue diverse), i film sono tutti in lingua originale sottotitolati in inglese, le news sono le stesse di SBS-World con l’aggiunte delle news piu’ importanti del paese d’origine.

Questa e’ un’emittente davvero interessante che fa un lavoro di integrazione e accoglienza che a me piace molto. Usando la tua lingua madre ti fa un po’ sentire a casa ma nello stesso tempo si dicutono spesso argomenti di interesse nazionale (australiano) o internazionale, e questo ti fa sentire parte del nuovo paese in cui vivi. Inoltre ci sono spesso documentari su tradizione e storie dall’Australia e dalle varie parti del mondo, ad esempio un giorno ne abbiamo visto uno (ammetto che era pero’ un po’ noioso) sulla storia della Scozia e la voce narrante era quella di uno scozzese d.o.c., che accento incredibile!

Facendola breve Marina Freri, la giornalista che ci ha fatto l’intervista, aveva contattato il coniuge ad Aprile perche’ lei ha fatto il liceo con la sorella di suo un compagno di universita’ (della serie: l’amico di un amico di mio cugggggino conosce uno che…), poi non ci si e’ piu’ sentiti. Dopo che abbiamo fatto l’intervista per italiansinfuga.com ci ha ricontattati e chiesto di fare un intervista radiofonica per il programma “Australia, instruzioni per l’uso”. Ed ecco che siamo approdati agli studi radiofonici di SBS in una caldissima e soleggiatissima domenica mattina per registrare l’intervista che e’ andata in onda oggi nel programma delle 18.

Abbiamo conosciuto la simpatica Marina, che ci ha fatto fare in giro per l’edificio e ci ha fatto vedere le sale stampa. In un angolo hanno messo i PIGS: portoghesi, italiani, greci, spagnoli, per tentare di limitare i decibel nella sala, non so con quale risultato. Io ero come una bambina nella fabbrica di cioccolato, non avevo mai visto la sede di un’emittente televisivo-radiofonica, e’ stato davvero fico. Poi siamo andati giu’ negli studi di registrazione e ci siamo messi le cuffie, acceso i microfoni e via con l’intervista. 🙂
Raccontiamo le solite cose. La nostra esperienza all’estero, la storia dei visti in Australia, quali sono stati i problemi nel trasferirsi qui e quali le cose positive.

Insomma pare che l’Australia sia negli ultmissimi anni meta di un numero crescente (in modo esponenziale) di italiani che vogliono emigrare, senza avere pero’ una chiara idea di cosa significa emigrare in un altro continente, di stampo anglosassone e con l’Asia alle porte. Diciamo che l’immagine del paradiso terrestre che dell’Australia arriva in Italia non corrisponde proprio al vero, qui si sta bene per carita’ pero’ bisogna arrivare con un po’ di cash e tanta tanta voglia di mettersi in gioco professionalmente e personalmente.

Il link e’ questo.

http://www.sbs.com.au/yourlanguage/italian/highlight/page/id/234247/t/Australia-for-dummies
La foto che ci hanno fatto secondo me e’ un sacco carina!

italiansinfuga

Ieri sera abbiamo fatto un’intervista per il sito http://www.italiansinfuga.com

E’ un sito che si occupa di chi vuole emigrare, dando suggerimenti, inserendo interviste di chi e’ gia’ emigrato, raccogliendo informazioni pratiche anche relative alla stesura dei cv piuttosto che ai corsi di lingua o altro.

Ieri ci siamo sentiti con Aldo via google+ e abbiamo fatto un’intervista di circa un’oretta sulla nostra esperienza. Fortunatamente/sfortunatamente e’ stata caricata sul sito e su youtube in versione integrale. Fortunatamente perche’ cosi’ non ci sono tagli che possono modificare il significato di quello che volevamo dire oppure cancellare completamente delle parti di intervista importanti. Sfortunatamente dura 57 minuti, se proprio non avete nulla di meglio da fare potete sorbirvi la nostra intervista qui

http://www.italiansinfuga.com/2012/09/19/marito-astrofisico-e-moglie-insegnante-in-germania-e-australia/

Nel prossimo post parliamo di buone notizie!

 

 

Alla conquista di VIC!

Tra foto e annunci su feisbuc molti sanno che siamo stati in Victoria. Siamo stati in giro con la Trattoressa per 8 giorni tra Victoria e New South Wales. Le tappe sono state serrate perche’ le distanze qui sono davvero enormi anche se Melbourne sembra vicina. Giusto per darvi un’idea abbiamo calcolato che la distanza tra Sydney e Melbourne e’ esattamente quella tra Gallarate e Brindisi, che per me e’ l’unita’ di misura delle distanze terresti, cosi’ come Genova-Porto Torres di quelle marittime.

Partiti da Sydney la mattina di giovedi’, arriviamo a Melbourne la sera stessa. Un paio di giorni a Melborune, visita a Philip Island. Un paio di giorni sulla great ocean road, tappa nello sperduto paesino di Levers Hills e poi dritti fino a Port Cambell. Da qui ci siamo sparati 10 ore di auto per arrivare nel primo paese del New South Wales, Eden. Un paio di giorni a Jervis Bay a visitare il Boderee National Park, e infine a Sydney.
Non sto qui a raccontarvi la rava e la fava del viaggio ma le cose che diciamo hanno colpito la mia europea sensibilita’.

Impressioni su Melbourne.

Posto che si siamo stati solo un giorno, era coperto e ha piovoto un paio di orette (che strano in Victoria non piove mai!), la mia impressione e’ che effettivamente sia un po’ piu’ europea di Sydney. Nel senso che ovunque ti giri in CBD (in centro) ci sono questi palazzoni molto artistici, magari colorati, magari storti, con delle api dorate appese sopra,con dei pezzi che fuoriescono e non si capisce come mai non cadano… io ho percepito un’ “estetica” piu’ europea che non aglosassone in questo. E poi girando per i quartierini non proprio centrali si nota che le case, i negozi, i pubs sono piu’ “vecchi” per quanto qualcosa possa essere vecchio qui. Sembra che a Melborune sia rimasta piu’ traccia delle architetture anni ’30 piuttosto che a Sydney, di conseguenza ti sembra di girare in una citta’ quasi storica, che in un contesto australiano fa si che ti ricordi un’atmosfera europea.

Nelle due ore di pioggia ci siamo rifugiati nell’interessantissimo museo di arte contemporanea con sezione dedicata all’arte aborigena. Ecco, diciamo che per fortuna era gratis! Ok, sono ignorante in arte pero’ pure loro si impegnano a non farti capire una mazza eh… Per fortuna davanti alla vetrata del museo (parte borigena) c’era un gruppetto di adolescenti che provava un balletto (forse per la festa della scuola, chissa’!), erano un sacco divertenti, si impegnavano tantissimo per andare a tempo e coordinarsi, sembravano i Take That, no ok i TT sono mooooolto meglio, diciamo che sembravano i One direction dai!

Spaventapasseri impiccati.

Eravamo in macchina sulla Great Ocean Road credo poco dopo Apollo Bay e in uno dei paesi dipersi di questa strada inizio a notare delle strane cose attaccate agli alberi. Siamo in un paesino di 10 case forse, tutte ovviamente di allevatori di mucche rigorosamente nere (non abbiamo visto neanche una mucca bianca in 8 giorni, giuro!). Strizzo gli occhi, allungo il collo stile struzzo e vedo che sono dei fantocci di umano impiccati, cioe’ tenuti attaccati all’albero da una corda legata al collo. Ma non uno, su ogni albero per almeno 200m c’erano fantocci diversi per altezza, vestiti, capelli etc.. tutti attaccati per il collo… Bah, non abbiamo capito quale strada tradizione portasse questo paese ad impiccare gli spaventapasseri durante il rigido inverno.

Pinguini di Philip Island

Philip Island e’ famosa per i pinguini, i koala e i leoni marini. Stanno tutti in parchi naturali e per vederli devi ovviamente pagare, come tutto su quest’isola. Benissimo, facciamo il nostro biglietto multiparco e andiamo alla scoperta di questi buffi animali.
La cosa piu’ assurda e’ successa quando dovevamo vedere i pinguini. I pinguini li vedi perche’ escono dal mare al tramonto verso le 18, dopo essersi cibati tutto il giorno di pesciolini, attraversano la spiaggia a gruppetti e vanno nelle loro casettine nella boscaglia appena dopo la spiaggia.

Il centro-visitatori-pinguini e’ ENORME, dotato di negozio pop corn, coca cola e caramelle gommose proprio come la cinema; non solo, c’era anche un grande negozio gadget con pinguini di ogni forma, foggia e colore (abbiamo giocato a “trova la cosa piu’ trash”). Schermi ovunque che pubblicizzavano i pinguini e la grande attrazione che stavamo per andare a vedere (attrazzione? ma non era un parco naturale questo???).

Alle 17.15 ci consigliano di metterci in fila davanti alle porte che si apriranno di li’ a poco per andare alla spiaggia dei pinguini. Alle 17.30 mi guardo intorno e mi rendo conto che siamo piu’ di un centinaio di persone, e mi chiedo: “Ma come minchia faremo a stare seduti sulla spiaggia in modo ordinato senza rompere le palle ai poveri pinguini?”. In cinque minuti il dilemma e’ risolto. La mente degli australiani e’ riuscita a pensare alla costruzione di gradoni di legno e metallo dover farci sedere, con delle transenne davanti (tipo Festivalbar anni ’90) per non farci andare sulla spiaggia dove sarebbero passati i pinguini, e dei lampioni (giuro lampioni tipo quelli da autostrada ma molto piu’ lievi e di luce gialla) per farci vedere i piguini anche se il sole e’ tramontato. Insomma, noi saremmo stati seduti su questi gradoni, con sguardo rivolto verso la riva (che era a 20 metri) ad aspettare che delle macchioline bianche comparissero dal mare, attraversassero la spiaggia e si andassero a ficcare nei buchi costruiti da loro come case.

“Parco naturale dotato di comodi gradoni per sedersi, luci per vedere bene l’attrazione pinguino e negozio di pop corn e cocacola per ingannare l’attesa! Accorrete, Accorrete!”  Mi rendo conto che fa ridere fare dell’ironia su questo quando io vengo dal parco del Ticino “unico parco naturale con aeroporto internazionale annesso! Accorrete, Accorrete!”

Levers Hill e l’ora di cena.

A parte qualche rara citta’ medio grossa, ovvero grande come Gallarate, e ovviamente a parte Melbourne e Sydney, gli ameni paeselli che abbiamo incontrato erano formati da un numero di case che oscillavano dalle 5 alle 15. Inoltre gli ameni paeselli distavano almeno 15 km l’uno dall’altro, il record e’ stato toccato vicino il confine tra NSW e VIC: da Bairnsdale (280km da Melbourne) inizia tutta una serie di parchi naturali che si susseguono lungo l’autostrada che porta di Melbourne a Sydney lungo la costa. Bene da questa cittadina di ben 11.000 abitanti ad Eden (a circa 300km di distanza) si incontrano due cittadine della stessa enorme dimensione e qualche sparuto paesello. Nel dettaglio: dal piccolo paesello di Cann River (223 abitanti) a quello di Genoa (304 abitanti), ci sono 50km di bosco e campi; da Genoa ad Eden (ben 3000abitanti) ci sono 70km di solo bosco, senza NIENTE in mezzo, neanche una pompa di benzina, nulla! Anzi qualcosa c’e’: mucche, tante, tantissime mucche rigorosamente nere!

Andando verso ovest da Melburne la situazione paeselli non cambia. Finiamo a dormire a Levers Hill (208 abitanti) in uno chalet di montagna: una casa tutta di legno col camino, la legna e un’incredibile vista sui boschi della zona. Arriviamo verso le 17, facciamo una doccia, ci sistemiamo e alle 19 tentiamo di andare in “centro” e trovare un posto dove cenare. Il paesello ha addirittura due posti dispobili. Entriamo nel primo. Un solo tavolo e’ occupato in tutto il grosso locale. Chiediamo di poter cenare e la risposta, in un fortissimo eccento oz, e’ “siete fortunati, non abbiamo ancora chiuso la cucina, di solito la chiudo prima! Cosa volete mangiare, non ho molto rimasto”. Io guardo sbigottita i miei compagni di viaggio, poi il mio orologio e poi lui: sono le 19.16 minuti!!!!

Fortunatamente riusciamo a farci portare la zuppa del giorno e delle pizze surgelate. Il coniuge prende la pizza grande e la finisce. La cameriera arriva sbigottita al tavolo e fa tantissimi complimenti al coniuge per aver finito la pizza, gli dice che quasi nessuno ci riesce. Va via e torna con un pezzo di carta ed una penna per l’autografo, che e’ stato orgogliosamente appeso all’ingresso vicino all cassa! “Noi abbiamo avuto il piu’ grande mangiatore di pizze della storia, proprio nel nostro locale!!!”

Sera successiva andiamo a cena nell’altro locale aperto (giusto per darci una botta di vita in questo frizzante paesino), ore 19.32. “Salve, vorremmo cenare”. Sguardo intristito. “Ho gia’ chiuso la cucina”. Ma sono e 19.32, a che minchia di ora mangiare in questo paese??? Per pieta’ ci prepara una bistecca e un’insalata.

Gli orari.

Ecco ricollegandomi all’ora di cena dello speduto paesello di prima volevo raccontarvi degli orari di questi strani abitanti dell’isola australiana.
Un nostro amico ha controllato su internet le statistiche degli orari dei consumi di internet a Sydney. Vanno dalle 5 del mattino alle 10 di sera. Diverse persone (tra cui io) parlando con colleghi aussie hanno scoperto che la gente di norma si sveglia verso le 4.30/5 fa un sacco di cose prima di andare al lavoro: fare colazione con molta calma, andare in palestra, stirare, etc.. Poi torna dal lavoro, mangia e va a dormire. I programmi in prima serata della tv nazionale iniziano alle 19.30. Le ultime notizie del tg sono alle 22. La maggior parte dei pub al sabato sera chiude a mezzanotte, rimangono aperte solo le discoteche.

La mezza maratona a cui sono iscritta il 16 settembre INIZIERA’ alle 6.20 della mattina. Robe da chiodi.