La soluzione si trova… all’italiana!

Eravamo rimasti con una macchina sul groppone. Anzi nel parcheggio dello “strozzino” del condiminio per la modica cifra di 45$ a settimana.

Davanti casa abbiamo due benzinai: uno fighetto, tutto a posto, con annesso mini supermarket di fianco; l’altro decisamente scrauso, mezzo nascosto, tenuto in stile garage con la roba vecchia.
Il coniuge decide di andare dal benzinaro scrauso a fare un giro e iniziare i contatti con chi sembra essere pratico del quartiere.

“Salve”

“Salve”

“Senta ma fate anche riparazioni qui.. no perche’ ho appena preso la macchina nuova, ad ottobre dovremmo fare la revisione e ci serve un controllino… Poi ad agosto andiamo a Melbourne.”

“Certo nessun problema, faccio anche le revisioni”

“Ah bene! No perche’ sa… io abito proprio qui vicino e insomma la sua ‘officina’ e’ proprio in una posizione perfetta”

“Eh gia’, be’ quando ha bisogno passa per un appuntamento, visto che vive qui vicino”

“Be’ si! Certo che qui il problema dei parcheggi e’ notevole eh… Non pensavo!”

“Eh gia’..”

“Pensi che io ho dovuto affittare un posto auto nel mio condominio per 45 dollari a settimana, sono tantissimi! Ma lei non sa dove si puo’ trovare un parcheggio non troppo caro nel quartiere o quali sono le strade dove si puo’ parcheggiare?”

“Eh si, il parcheggio e’ davvero un problema qui… e poi fino ad Alexandria non c’e’ possibilita’ di avere zone dove si puo’ parcheggiare o strade a libero parcheggio’..eh gia’…”

“Eh gia’… e’ davvero un problema non sapere dove parcheggiare la macchina per pochi soldi..”

Nel frattempo una signora anziana ascolta tutta la conversazione e ad un certo punto si inserisce quatta quatta. Nel mentre il proprietario si era congedato ed era a far altro.

“Eh si lo so qui sono davvero un problema i parcheggi…”

“Eh gia’ signora…”

“Eh be’, gran problema..”

“Signora ma senta lei non sa dove potrei parcheggiarla, magari qualche strada non a pagamento, non so…”

“Eh e’ dura………………………………. ma se vuole puo’ parcheggiare la macchina qui al distributore, le faccio solo 20$ a settimana”

“Ah interessante”

“Pero’ non deve parlare col proprietario eh, solo con me, deve parlare SOLO CON ME di questa faccenda. Chiaro?”

“Certo Certo”

“Allora, ci sono due file di macchine, se vuole parcheggiare interno mi devi lasciare una copia delle chiavi cosi’ posso spostare la macchina in caso quella davanti alla sua voglia uscire, se la mette nella fila esterna non c’e’ questo problema, ok? Guarda, lo vedi quel parcheggio un po’ piu’ grande degli altri? Ecco quello potrebbe andar bene per la tua macchina secondo me…”

“Grazie signora, le faccio sapere per il parcheggio.”

 

Benvenuti al sud.

 

 

Silvia Bencivelli: Cose che ti dicono quando sei piccola e che da grande non funzionano più

Simpatico post di Silvia Bencivelli reperibile in originale sul suo blog

Oggi è il 9 luglio: i trentacinque si avvicinano a passi da gigante. E dopo i trentacinque so che succedono cose orribili.
Mi hanno detto che si smette di essere ufficialmente giovani, che aumenta la percentuale tassata sui diritti d’autore (sotto ai 35 si pagano le tasse sul 60%, sopra sul 75%, ditemi voi che ingiustizia) e che non potrò più aprire una società alla modica cifra di un euro, accidenti.
Mi dicono anche che i chili presi non si perderanno più (per i primi cinque non mi preoccupo poi tanto, su), che la fertilità comincerà a calare a picco (comincia a essere tardi per progettare l’invasione del pianeta? spiritosi), che potrebbero comparire i capelli bianchi (potrebbero).
E poi ci sono cose che i grandi ti confessano solo quando cominci a essere grande anche tu. Forse succede a tutti verso i trentacinque, non so.

Tipo: quando sei piccola i grandi non la finiscono più di spiegarti che il lavoro è una responsabilità verso la società tutta, che va svolto con serietà, che è la cosa che ci rende adulti e partecipi di questo mondo, infatti la Costituzione blabla, e infatti gli scaldasedie e i fannulloni sono da guardare con disprezzo come parassiti della società.
Aggiungono anche che bisogna essere sempre onesti e chiari, limpidi: difendere le proprie idee e i propri diritti con la serena certezza che le istanze giuste saranno premiate.
E sulla scuola: mi raccomando, studia e sii diligente perché nella vita sono queste le cose che contano. Nella vita, ti dicono finché sei piccola, chi è più bravo, chi sa più lingue, ha studiato di più, letto di più e capito di più, avrà più opportunità e più rispetto: sceglierà che cosa fare, non avrà padroni e sarà più felice.

Poi arrivi verso i trentacinque e le cose cambiano. Sei lì che tieni il muso per un’ingiustizia o per una delle solite cialtronate professionali che devi subire di continuo, e intanto i grandi ti guardano quasi con tenerezza. Poi, finalmente, con tono cospiratorio, ti rivelano il trucco per una vita tranquilla: non incazzarti troppo, sta’ buona, fa’ quello che devi fare, consegna, riferisci, scrivi due righe, manda una mail educata, non strillare, attenta a non farteli nemici, non fare troppo casino, pazienta, tieni un profilo basso e ricordati che questa è l’Italia.
Ah.
Ma allora… tutta quella storia…?
No, quella storia dimenticatela. Adesso sei grande.
..
Scopri anche, verso i trentacinque, che non è vero che i più bravi a scuola sono i più premiati. Quelli che hanno fatto fisica sono ancora i più bravi della classe, sono gli scienziati italiani riconosciuti in tutto il mondo e blablabla, ma siamo qui che tagliamo i fondi alle loro ricerche, senza troppi complimenti.
Poi avevamo messo in piedi il sistema di valutazione della ricerca: eh, me lo dicevano, da piccola, che i più bravi possono scegliere di più, sono più rispettati e felici perché hanno più opportunità. Nonostante tutto, mi sembra che si possa essere contenti di avere un sistema che cercherà di capire chi fa le cose migliori: mi dicevo prima di avvicinarmi ai trentacinque. Solo che poi è arrivato il fatidico luglio del 2009 e ho scoperto che la spending review che leva soldi alla ricerca è uscita prima del completamento della valutazione, insomma: è stata fatta senza proprio chiedersi chi siano i più meritevoli, quelli del rispetto e delle opportunità.
Ah.

A me le cose che dicevano da piccola piacevano tanto e non vedevo l’ora di diventare grande per sentirmi utile e onesta, una brava cittadina.
Adesso ci credo meno. Poi ci sono quelle faccende dei chili e dei capelli bianchi, e alla fine tutta quest’ansia di vedere il mondo dei grandi mi sarebbe anche già passata.
Ci possiamo fermare qui?

L’unico commento che mi viene in mente e che forse forse non serve aspettare i 35 per capirlo e nel caso, arrabbiarsi con i genitori perche` ti hanno insegnato le regole di un gioco che non esiste.

el g’ha il suv… e poi non lo parcheggia!

Abbiamo comprato una macchina.

Abbiamo deciso di comprare una macchinona (el g’ha il suv!) tipo grossa jeep 4×4 con tenda sul tetto annessa. Vogliamo poter girare la zona nei weekend e fare giri di un paio di settimane per l’Australia. Qui se non hai una grossa 4×4 non vai da nessuna parte, nel senso che la maggior parte dei parchi e delle zone “wild” sono da fare col 4×4 o niente.

Abbiamo trovato una super offerta su gumtree (il sito dove trovi di tutto, ma proprio tutto, secondo me se cerchi bene trovi anche spazzolini poco usati e biglietti del treno validi ancora per poche ore). Macchina tenuta da una famiglia che ha girato per tre mesi l’intera australia, dormendoci dentro! Abbiamo pensato: “Be’ una famiglia con due marmocchi la terra’ bene la macchina no? Se poi ci hanno dormito pure dentro!” E in effetti la macchina sembra in buone condizioni e anche sulla strada sembra comportarsi bene! Vedremo al “battesimo del chilometro” cosa fara’: ad Agosto andremo a Melbourne e poi su verso la Great Ocean Drive, piu’ di quasi tremila chilometri in 8 giorni. Vedremo!
Martedi’ paghiamo cash la macchina, facciamo il passaggio di proprieta’ e salutiamo l’ex proprietario. Andiamo all’ufficio municipale del quartiere per farci dare il permesso di parcheggio della zona (dove ci sono SOLO parcheggi per una-due-tre ore non di piu’) perche’ da contratto non abbiamo il parcheggio nel condominio.

“Salve, vorremmo fare il permesso di parcheggio”

“Certo, dove vivete?”

“In via dei matti numero zero”

“Ah, ma il vostro condominio e’ stato costruito o reso abitabile dopo il 1996?”

“Ehm si, perche’?”

“Eh perche’ allora non avete diritto al posto auto. Voi vivete in un condominio che ha dei posti auto ed e’ nuovo e quelli nuovi non hanno diritto ad avere il permesso di parcheggio.”

“Ma scusi noi non abbiamo il parcheggio, non ci sono posti sufficienti per tutti i condomini.”

“Non fa nulla, io non posso aiutarvi. Questa e’ la regola. Voi non avete diritto al permesso di parcheggio. Ma vi immaginate se dessimo a tutti il permesso di parcheggiare? Le strade di Sydney sarebbero invase di macchine, non si potrebbe stare.”

“Scusi, se questa e’ la regola la dobbiamo accettare ovvio, ma non cerchi di spiegarmene il senso. Sydney non e’ l’unica metropoli al mondo e nelle altre i permessi vengono dati e, perdindirindina, non sono ancora collassate su se stesse! Ma va be’. Un ultima domanda, noi adesso la macchina dove ce la mettiamo?”

“Eh non lo so, ad Alexandria (il quartiere dopo il nostro, 20 min a piedi almeno) forse ci sono delle strade a libero parcheggio pero’ non e’ detto che troviate tutti i giorni parcheggio. Eh non posso aiutarvi…”
Il gelo. E adesso questa minchia di gigantissima macchina dove la mettiamo???

Fortunatamente c’e’ un tizio (chiamiamolo pure strozzino) che nel nostro condominio subaffita il suo parcheggio condominiale per la modica cifra di 50$ a settimana. Alla fine riusciamo a fare 45$ a settimana. ‘Sticazzi!

Un po’ storditi dalla giornata torniamo a casa con un solo pensiero in testa: “non possiamo spendere tutti questi soldi per il parcheggio! non possiamo spendere tutti questi soldi per il parcheggio! non possiamo spendere tutti questi soldi per il parcheggio!”

Come dice la nostra amica portoghese: “In Australia paghi tutto (e caro), anche le scoregge ti fanno pagare!”
(nel prossimo post, la soluzione al problema parcheggio)