Balene ovunque!

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Finalmente la giornata perfetta e` arrivata.

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P.S.

P.S. (1) La prossima volta che in Italia incontro una filippina che dice di essere pediatra ma fa la badante perche’ non le riconoscono la laurea, o un egiziano che fa il ristoratore perche’ la sua laurea in Ingegneria presa al Cairo non vale, avranno tutta la mia comprensione.

P.S. (2) Asilo. Nuova collega biondissima dalla faccia non proprio australiana. Ci presentiamo e mi chiede:

“Where are you from?” e io, che usmavo il suo amore per la corona, rispondo:

“I’m from Italy (sorrisone) and you?”

“I’m from England…” lei con il sopracciglio curvo e lo sguardo irrigidito, io con un sorriso che a quel punto ha fatto il giro della testa! ūüėÄ

Poi abbiamo passato la giornata beatamente a chiaccherare.

Miscellaneous

Ebbene si non scriviamo da un po’ sul blog. Allora faccio una specie di riassunto, un mix di tutto quello che e’ successo¬† negli ultimi tempi.

Iniziamo con la gatta attaccata ai maroni: il riconoscimento del titolo. Altrimenti detto quella cosa che qui probabilmente non avro’ mai.

Il fatto e’ che ho avuto il documento da Camberra che attesta la corrispondenza tra il mio Bachelor e Master con uno australiano ma senza specificare quale. Lo step successivo sarebbe andare all’ufficio X che si occupa di child care e farmi dire a quale titolo australiano del loro ambito appartengo. Il piccolo particolare e’ che per poter fare la richiesta del riconoscimento devi avere un overall IELTS score (l’esame di inglese che qui ti viene chiesto per tutto anche per accedere bagni pubblici per pisciare) di almeno 7.0, e che sia almeno 7.0 anche in tutte e quattro le sue parti (speaking, reading, listening and writing).

Ora, un livello 7.0 di IELTS e’ un C1 europeo, sticazzi!!! Io ho fatto l’IELTS e ho preso overall 6.5, ergo mi sogno di poter chiedere il riconoscimento a meno di rifare l’esame e ripagare quei 330$. In ogni caso cmq, controllando gli esami universitari obbligatori che venivano richiesti avrei dovuto cmq recuperare degli esami all’universita’. Ho mandato una mail lacrimosa ai tizi dell’ufficio X per il child care, non si sa mai. Per ora non hanno risposto.

Quindi con molta probabilita’ scattera’ il piano B: Certificate III Child Care.

Praticamente da gennaio 2014 per lavorare negli asili (0-5 anni) tutti devono avere almeno il Certificate III, che altro non e’ che il titolo piu’ basso del child care. Quello che in Italia sono i vecchissimi tre anni di magistrale. Non sara’ piu’ possibile lavorare negli asili solo perche’ si ha esperienza (come me adesso per intenderci). Da gennaio 2013 pero’ potranno lavorare negli asili solo coloro che dimostrano di essere iscritti a ‘sto minkium di Certificate III o che hanno il titolo riconosciuto.

Quindi mi sa proprio che, se la mia mail lacrimosa non fa effetto, mi tocchera’ iscrivermi a questo corso online che dovrebbe durare 6 mesi e dovrebbe impegnare una parte di cervello non eccessiva. Ho conosciuto una ragazza olandese, fisioterapista infantile, che non ci ha neanche provato a farsi riconoscere il titolo e sta facendo questo corso online. Lei stessa mi ha detto: ” Per uno che e’ andato all’universita’ queste sono davvero cazzate, e’ solo che ci vuole tempo per leggere le cazzate e rispondere alla domande. Ma non c’e’ nulla da capire, tranquilla!”.

Sperem!

 

Ma passiamo alle buone notizie: l’inverno.

Ragazzi qui e’ iniziato l’inverno due giorni fa, quando da voi e’ iniziata l’estate. Lo scorso weekend eravamo in spiaggia in maglietta e c’era gente che faceva il bagno. 25 gradi. Ieri siamo stati a mangiare pollo alla griglia sul prato di fronte ad una baia, sotto il sole, col le barche a vela davanti a noi. Io ero in gonna di cotone e ballerine.

Diciamo che ha fatto davvero “freddo” quando ha piovuto le settimane scorse arrivando addirittura a 15-16 gradi.

L’infradito e’ la scarpa nazionale, il sandalo non va mai via dalla scarpiera e un telo da mare e’ sempre pronto per un picnic o una pennica in spiaggia sotto il sole.

 

Passiamo alla seconda buona notizia: il balone.

Allora qui e’ il fuso orario un “pain in the ass”. Cioe’ guardare le partire alle 2.45 oppure alle 4.45 di notte e’ veramente sfiancante. Se e’ nel weekend ok, lo si puo’ fare, altrimenti e’ davvero impossibile.

Oppure speri nei supplementari e nei rigori: ti alzi la mattina alle 7, accendi il computer, e mentri carichi la moka vedi Balotelli che prende la rincorsa, rovesci il caffe’ ed esulti afona (sono le sette e il coniuge-odio-il-calcio dorme) agitando le mani, saltando e assumento una mimica facciale da film muto. Questa scena si ripete per ogni rigore e alla fine improvvisi una danza col latte e i cereali. Vai al lavoro e speri solo che la tua nuova collega sia inglese.

Ora c’e’ l’ennesima Italia-Germania, ricordo ancora tutte le volte che mi sono fatta raccontare da mio padre come era andata la partita Italia-Germania 4-3 di Messico ’70. Ricordo perfettamente Italia-Germania del 2006 a casa di Rudi con me e Marika in lacrime. Soffro all’idea di vederne un’altra perche’ stavolta un parte di me tiferebbe anche Germania, e in piu’ dovro’ vederla a casa da sola, di notte, in streaming dall’altra parte del mondo.

Cosa non fa fare il balone.

 

 

 

 

Discorsi surreali

Ieri gran serata di discorsi surreali, in questa zona surreale dove vivono solo tecnici e canguri. E i secondi mi sembrano di gran lunga i piu` equilibrati. Verso l’ora di cena io e Kathrin (PhD del Lichtenstein, qui come duty astronomer) transumiamo svogliati verso le cucine per la cena e ci troviamo un tipo dallo sguardo spiritato e l’accento awanagana che ci costringe a continui “Beg your pardon?” “Say it again please” “What?”.¬†

Il tipo in questione dice di essere un esperto in automazione qui per un seminario su come ottimizzare qualcosa che non capiamo degli impianti che governano l’osservatorio. Non riusciamo a capire piu` di cosi` purtroppo, ma la conversazione vira immediatamente su cose piu` interessanti quando il tipo si scusa perche` gli cola mezzo pacifico dal naso: e` un nuotatore fuori-di-cozza, una etnia molto comune qui (credo a causa del sangue alla testa a forza di stare a testa in giu`). Nella giornata di ieri ha fatto una delle garette solite, 20 km di nuoto in mare aperto. Ma s’e` ritirato dopo 12 perche` aveva i crampi.¬†

Partono ovviamente mille domane su come fa, chi glielo fa fare di nuotare (controcorrente tra l’altro) per 5 ore in acque fredde e buie. Lui comprensibilmente si bulla della dieta ipercalorica, del rischio squali (tira fuori anche un paio di video di great whites al largo di Bondi), dei punti pericolosi dove sei piu` lontano dalla costa, delle meduse assassine, etcetc.

(io cambio le mutande una prima volta)

Poi ¬†menata sul Queensland dove viveva prima, perche` l’amica Kathrin ha la pessima idea di confermare l’idea che viviamo in un posto dove ti uccide ogni cosa, ricordando come lei qualche mese fa sia stata morsa 3 volte da un serpente proprio dove vi sto scrivendo questo post.

(io cambio le mutande una seconda volta)

“Niente di troppo grave”, visto che dev’essere stato un serpente educato e non le ha iniettato abbastanza veleno da farla arrivare ai sintomi quali diarrea, vomito, morte. S’e` fermata alle gambe gonfie, cuore a mille e crampi alla pancia. Quando si dice fortuna. Poteva finire la sua esistenza in una pozza di cacca con un serpentone attaccato alla coscia.

L’amico iron man sciorina storie di serpenti che ammazzerebbero anche un elefante su nel queensland, ma non ho il cuore di ricordargli che non ci sono elefanti. E che sono dei pazzi ad aver colonizzato questa parte di mondo invece che ripulirla con una dozzina di bombe giganucleari al laser piezoelettrico. Rincara la dose con storie di ragnazzi e Kathrin ricorda come ha trovato un redback (e` tipo il cugino freak della vedova nera, nonche` secondo ragno piu` mortale del continente dopo il funnel-web) vicino al frigo, il giorno dopo il morso del serpente. Quale frigo, cara Kat? Quel frigo li`, caro Davide.

D: “…”¬†

(mi cambio il terzo paio di mutande)

Per concludere la serata finisco a ridacchiare su un servizio che passa nel frattempo alla televisione sulla regina. Questo scatena un filino di discussione con l’iron man che evidentemente non gradisce la mia reazione e mi ricorda come le forme democratiche di governo non funzionino (gia`, le monarchie sono cosi` efficienti…), ma a parte questo che la regina e` una gran donna perche` e` li da 70 anni. E gli ricorda sua nonna. Mi taccio. Lui conclude con “this is a great country, for instance we don’t have mafia”.

D: “…”¬†

Va beh c’hai ragione, pero` adesso mi hai stracciato i cosiddetti, esco a fumarmi una sigaretta. Lui: “Are you crazy? Those can kill you!”.¬†

Sinistrologia a Sydney

Ebbene come promesso, ecco le favoline (copyright del Pilger) di settimana scorsa.

Domenica sera verso le 19 arriviamo a Leichhardt, il quartiere italiano, e davanti al town hall del quartiere cerchiamo di entrare per la famosa cena con il “sindacato all’estero”. All’ingresso vediamo due signori chiaramente italiani che staccano dei volantini.

“E’ tutto finito ragazzi siete arrivati tardi!” (manco si pongono in problema se siamo italiani o no).

“Ma come e’ tutto finito, noi siamo qui per la cena..”

“Ahhhh la cena, allora dovete andare piu’ avanti alla prossima porta, alla dfhgiuevi napoletana”

Mi giro verso il coniuge :” Che ha detto? Che e’ sta cosa napoletana?”

Lui: “Se non l’hai capito tu che sei mezza terrona figurati io”

Nel frattempo i nostri amici portoghesi pensano di essere in un film di Fellini e ridono come matti.

Seconda porta. Entriamo. Smontano robe anche qui. Stessa frase. “Ma e’ finito tutto siete arrivata tardi!”

E io: “Ma signora siamo qui per la cena!”

“Ahhh ma non e’ qui e’ piu’ avanti!”

” Ok se non e’ la prossima andiamo al Thai!”

Fortunatamente ce la facciamo. Entriamo in questo ristorante napoletano, grosso stanzone, con tavoloni rontondi da 10 posti ciascuno, all’ingresso diciamo il nome e veniamo piazzati nel tavolo cinque.

La sensazione e’ proprio quella di essere ad un matrimonio, con tanti invitati che non conosci e con qualcuno che cerca di piazzarti al tavolo con persone a te “affini”.

Ecco parliamo delle persone a noi affini:

una coppia nipote alla lontana arrivato da tre anni- zio alla lontana qui da sempre

una coppia lui italo-australiano lei udinese appena emigrata dalla Serbia (si perche’ lavorava in Serbia e dopo un’intera serata non ho capito che minchia di lavoro facesse li)

un simpatico, pimpante, loquace, sordissimo 70enne.

Ecco il nostro settantenne e’ quello che ha tenuto banco tutta la sera, dava l’impressione di essere un uomo che avesse poche possibilita’ di socializzione e comunicazione e questa era una di quelle poche. Pero’ aveva un sacco di aneddoti su ogni argomento che potevi tirare fuori: da dove venite? Portogallo. Ah il portogallo, sapete che il portogallo ha rischiato di conquistare l’Australia, perche’ circa 200 anni fa… 20 minuti dopo sta ancora parlando, 200 anni sono lunghi…

Ah fai l’astronomo? Ma sai che l’australia e’ importantissima per l’astronomia perche’ ci sono dei telescopi grandissimi e… e il coniuge che fingeva di ascoltare e su certe minchiate si trattenva dal ridere.

Pero’ devo dire che alcuni aneddoti ho pensato forssero interessanti, purtroppo non ne ricordo neanche uno…

In generale l’atmosfera era piacevole, quella di un’associazione tipo l’Anpi o un sindacato sano, insomma una bella atrmosfera (perlomeno per me).

Quando poi ha iniziato il gruppo a cantare ancora meglio. Si inizia con “La Lega”, “Bella Ciao” e qualche pugno alzato, quindi spieghiamo ai nostri amici portoghesi che non sono nel covo di una setta di estremisti. Poi si prosegue con brani tradizionalissimissimi come Malafemmina e ‘O¬† sarracino, bellissimo!!!!¬† Io sono felicissima, credo di aver avuto un sorriso a 65 denti per tutto il tempo del concerto, una paralisi facciale insomma.

Noto con piacere che alla cena c’e’ anche il segretario della “scuola di italiano 1”, il segretario quello timido, che parla poco, un po’ burbero. Devo cmq andare a salutarlo, non posso far finta di nulla, poi si sa che i segretari hanno un sacco di potere occulto. Tentenno un po’ ma dopo che lo vedo cantare, ballare, alzare il pugno (e anche il gomito), non ho piu’ alcun timore. Mi saluta felicissimo di vedermi li, mi da due dritte sulla direttrice per ingraziarmela e mi pubblicizza un po’ l’associazione.

Ottimo bottino.

Vado anche a parlare con una delle organizzatrici della serata e dell’associazione, curioserei volentieri a qualche riunione per capire cosa fanno, mi ispirano.

Mi avvicino alla tipa che mi approccia con un:

“Ciao Ilaria, senti io se ho qualcosa ti faccio sapere eh, e’ che tra poco parto e non so se riesco prima di partire.”

eh?????? Nella mia mente scorrono immagini di persone una dietro l’altra velocissimamente per cercare di focalizzare chi …zzo e’ questa, cosa vuole da me, cosa vuole farmi sapere. Fallisco. La mia faccia da ebete e’ molto piu’ evidente del criceto nel mio cervello che corre sulla ruota.

“Ma scusa tu sei venuta da me per la “scuola di italiano 2″, la scuola di lingua dove hai fatto il colloquio, no?”

Cazzo, ecco chi era sta faccia gia’ vista. La segretaria della “scuola di italiano 2”! Bene lei si ricordava di me, io manco per sogno, e l’ho pure richiama una settimana fa per sapere se avevano lezioni da farmi fare. Bene! Brava!

“Ah, gia’, ehm… perdono, ammetto che non l’ho riconosciuta (faccia color viola per l’imbarazzo). Cmq ero qui per sapere del “sindacato all’estero”. Cioe’ se ci sono cosa anche con la “scuola di italiano 2″ benissimo, ma ero venuta da lei per il sindacato, sapere un po’ che fate, etc..”

Non sembra prenderla malissimo anzi. Nel giro di 20 minuti sto parlando con i due presidenti e qualche nonmiricordo cosa sempre dell’associazione. Un turbinio di persone, facce, parole, strette di mano, racconti, non mi ricordo piu’ niente.

Quando si dice fare networking.

Durante tutto cio’ quasi tutti erano andati via, rimanevano il vezzo (vecchio) amico nostro, il coniuge e gli amici portoghesi. Inutile dirvi che il vezzo li stava tediando con qualcosa su storie che lui solo sa, come ha detto la portoghesa “poverino, si vedeva che era molto solo e sapeva un sacco di cose e voleva riuscire a raccontarle tutte stasera senza pause”.

“Ci e’ quasi riuscito”

Hasta luego compa√Īeros!