Blue Mountains – prima visita

Oggi abbiamo fatto tesoro del regalo di Renzo e Katie (grazie!) e con gli amichetti portoghesi siamo andati a fare bushwalking che come al solito, fa molto piu` fico che dire una camminata.

Ci e` servito un po’ anche per combattare la nostalgia di casa. Sveglia ore 7, onestissimo treno delle 8:18 dal binario 7 che ci ha comodamente portati in 2 ore e qualche fino alla fermata di Blackheath. Da li 5 km di asfalto (che bello!yuppi! Mattia apprezzera`), poi giretto di 5 km e mezzo, totale dislivello 350 m. Bazzeccole per noi alpini. E poi 5 km di asfalto per tornare a prendere il treno.

Stanchi, felici e salati siamo rientrati a “casa” dopo una domenica in montagna. Nostalgia combattuta con successo, per oggi!

Quando dico che qui e` una giungla non scherzo mica! Sembrava un po’ di stare sulla Sierra Maestra, ha ricordato giustamente Ila. Temperature a parte (oggi lassu` a 1000 m. erano circa 10 gradi), non posso che essere d’accordo. Pochi camosci.

Per cena una tortina da 1.1 kg alla zucca e cipolle caramellate, peso specifico simile a quello del platino. Infatti meta` aspetta di essere magnata domani.

Homesickness

Da qualche giorno ho nostalgia di Monaco e della vecchia routine…
Il punto è che ho iniziato la terrificante trafila per il riconoscimento del titolo, o meglio ho iniziato a farmi sballottare da un ufficio all’altro senza sapere se lo avrò ‘sto riconoscimento. Ma dico fare una banalissima tabella con titoli italiani da una parte e titoli australiani dall’altra e le equipollenze, così’ una sa già che equipollenza deve richiedere? figurarsi! Sul sito del consolato italiano ci sono informazioni solo per il riconoscimento di titoli australiani in Italia ma viceversa nada…
E poi aggiungici che dopo un mese e mezzo inizio a rendermi conto che qui siamo proprio soli e lontani, la lontanza non so perchè ma è palpabile, e fare nuove amicizie quando non sei un giovinastro in erasmus ma sei qui per lavorare non è cosi’ facile…
E poi mettici che l’efficienza e la qualità della vita che c’è a Monaco non la ritrovi da nessuna parte o quasi…

Qui ci stiamo riabituando a tutto, al fatto che ti devi muovere in pullman (cristo in pullman, una città grande come new york!!!), che i quartieri cambiano faccia moltissimo da uno all’altro in modo radicale, che tutto funziona settimanalmente e non mensilmente, che c’è una costiera spettacolare e non ci sono le alpi, che la gente è mooooolto informale (sono tutti molto disponibili e gentili senza pretendere alcuna forma di riverenza, e ti parlano come se li conoscessi da sempre), moooooolto easy (tipo che se inviti un australiano a cena e prometti lasagne fatte in casa, ti devi aspettare che tiri il pacco quando, 4 ore prima della cena, tu gli chiedi conferma dell’ora e lui dice “ah, e ma non sto tanto bene oggi, non vengo” eh???????), insomma è diversissimo, nel bene e nel male ma è un doversi riabituare a tutto da capo…

Credo che forse questo sia il momento peggiore di quando uno si trasferisce, dopo che passa il fervore iniziale di trovare casa, sistemarsi etc… poi arriva il momento di doversi abituare al fatto che questa è la tua nuova routine, che devi ricominciare da zero col lavoro, le amicizie, gli orari, i locali, il modo di fare della gente… Dobbiamo (sopratutto io, per ora disoccupata e per il governo australiano senza laurea) tener duro, tra qualche mese sarà tutto passato e saremo abituati alla vita australiana, alle sue stranezze e bellezze…

A parte l’aspetto socio-lavorativo che al momento è un po’ deprimente, a Sydney come città mi ci sto abituando, ha molto verde, e poi sembra di stare in un film con tutti i suoi grattacieli, i taxi chiamati all’americana, la costiera meravigliosa con i surfisti fighissimi… insomma è tutta una cosa nuova da scoprire ogni volta che esci di casa.

Ad esempio giusto ieri sono andata a correre per la prima volta in strada e mi sono studiata un piano “infallibile” per correre circa un’ora facendo un circuito in un parco, teoricamente doveva essere facilissimo. Bene, dopo circa 45′ mi rendo conto che sto correndo in un quartiere totalmente sconosciuto, mi fermo a chiedere in una pizzeria e realizzo di essere da tutt’altra parte rispetto a quella dove devo andare, come se correndo lungo l’Isar tu sei convinto di essere al’altezza di Freimann e invece sei all’altezza del Flaucher.

Nel panico perchè non avevo idea alcuna di dove fossi, inizio a tornare indietro e chiedere ad ogni persona che incontravo finchè uno addirittura mi dice “Devi seguire il sole… lo so qui va dalla parte opposta rispetto a quello che tu pensi!”, oddio questi sono esauriti!

Alla fine dopo 1h e 40′ di corsa riesco a tornare a casa, stanca ma contenta di aver scoperto il Centennial Park, una specie di Englischer Garten rotondo, con laghetti, zona pic nic, due campi da calcetto, campi da cricket (o qualche sport del genere), sentieri per cavalli, capi da tennis, palme, una roba spettacolare…
Ah, dimenticavo, una cosa a cui mi sono abituata qui sono i matti, grazie a dio ci sono loro…Sydney è piena di queste figure di gente fuori di testa ma nel vero senso della parola, chi è incazzato e te ne dice di tutti i colori a chiunque sputacchiando, chi canta, chi balla per la strada o saltella su un piede, sono dei personaggi incredibili che ti mettono davvero di buon umore!

Set Up (2)

Venerdì.
Sono particolarmente agitata, rovescio di seguito due caffettiere bollenti per terra. Ecco, c’avrò la sfiga addosso per tutto il giorno.
Firma del contratto alle 10.00.
L’agenzia immobiliare sta a 45 min a piedi da casa, prendiamo un bus che ci mette 15 min?
Va bene dai, fidiamoci dei bus, li usano tutti!
AVEVO RAGIONE quando dicevo “mai fidarsi dei bus”.
Aspettiamo l’autobus una mezz’ora… arriviamo al pelo all’appuntamento già sudati.
Firmiamo tutto quello che c’è da firmare, prendiamo le chiavi e ci fiondiamo in casa… Wow! E’ più grande di quanto ricordassimo… La misuriamo in lungo e largo e ci fiorndiamo all’Ikea così prima compriamo e prima ci spediscono le cose a casa.

Al momento di pagare, c’è stato un piccolo problema tecnico. Vi ricordate le due caffettiere? Ecco, è arrivato il loro momento.
Dovevamo pagare in totale circa 3300$, 1000$ con ciascun bancomat e il resto con la carta di credito tedesca.
Questo ragionamento lo facciamo mentre addento le famosissime meatballs, mi blocco.
“Ehm… tesoro… ma io non so il pin del mio bancomat a memoria… non mi sono portata dietro il numero, non si fa, non ci si porta dietro il numero del pin con la carta!”
“Scusa??? Ma come credi di pagare allora??? Ma cosa siamo venuti qui a fare secondo te??? Guarda se non riusciamo a prender tutto e farcelo spedire tutto in una volta, giuro che mi separo, giuro!!!”
“ehm.. devo fare pipì…”

Arriviamo alla cassa.
Blocchiamo la cassa, tentiamo di risolvere la questione con la cassiera che dopo la spiegazione del nostro problema (banalmente non avevamo a sufficienza per pagare) chiama il responsabile. Noi in evidente imbarazzo, io sopratutto. Tentiamo di far capire che volevamo spezzare il totale in una carta bancomat, un po’ di liquidi, e una carta di credito che non sapevamo bene quanto credito avesse ancora…
Facciamo qualche tentativo e alla fine si decide di lasciare il pezzo più costoso indietro (alias il divano) e di prendere il resto.

Il coniuge è molto incazzato, dopo due minuti mi guarda e scoppia a ridere però. Separazione evitata! 🙂

Sabato mentre il coniuge passa l’intera giornata a montare e sudare, io passo la giornata a camminare.
Vado all’ikea (40 min a piedi totale) a ordinare ciò che manca e prendere qualche cazzatina da ikea, che non sono mai abbastanza.
Poi vado tre volte avanti e indietro da casa nuova al “Coles”, il “Carrefour” o (per i monachesi) il “Real” del quartiere di fianco. Da questa casa al Coles sono 20 min a piedi camminando veloci e senza borse.
Compro generi di prima necessità: pasta, cous cous, sugo, scatolame vario e pane, poi prendo 6 piatti piani e 6 fondi, ritiro le scarpe di dado a riparare e faccio copia delle chiavi (perchè Agente -B.I.T.A.- ci ha dato una sola copia delle chiavi!) arrivo a casa, sudata marcia e stanca morta ma con tutti i mobili già montati. Grande Coniuge!

Facciamo l’ultima cena e l’ultima notte nella casa temporanea, mangiamo i penultimi FIAT come dolce.

Domenica mattina puntiamo la sveglia alle 7.30, perchè devono chiamare quelli dell’ikea per la consegna del divano.
Mi sveglio senza sveglia e guardo l’orologio 8.20, noooooo di nuovo! Capita spesso che punto la sveglia (giuro che la punto, ne sono certa!) e poi non suona!
Guardo l’orologio al polso 7.20, mi convinco di essere rincoglionita e di aver letto male. Bah… nel dubbio dormicchio un’altra mezz’ora.
Mi risveglio, orologio da polso: 8.40. telefono 7.40, mi state pigliando per il culo?

Ok è cambiata l’ora anche qui. Il telefono lo sapeva, noi no.
Mentre facciamo colazione chiama l’ikea, arriviamo tra circa un’ora. Tira su tutto e vai in taxi alla casa nuova, dimenticato nulla? No, tutto ok… Azz, gli ultimi due FIAT nel frigo!

La casa prima

e dopo

Per la cronaca, la “stanza” da letto è oltre quella specie di murettino rosso sopraelevato, e quella cosa scura che non si vede bene (perchè io non ho una reflex come il coniuge quindi le foto non vengono benissimo) è un divano letto blu uguale a quello di casa Righi-Sartorelli per intenderci…

Homo arachnidensis

Cia` visto che non mi credete, beccatevi sto ragnazzo che abbiamo visto in compagnia di decine di suoi simili al Royal Botanic Garden (sta di fianco all’Opera House, appena sotto sulla dx). Questo dopo aver realizzato che ce n’e` molti di questi anche in Universita`…capito Pilger? Tsk…femminuccia, ti sento urlare da qui.

Per inciso, le dimensioni del corpicino di questo qui sono circa una falange di una mano come la mia (insomma come il metacarpo di Ilaria).

Tutto questo mentre sopra le nostre teste c’erano le flying foxes (che fa molto piu` fico che chiamarli dannati pipistrelli) che litigavano urlacchiando, vedere per credere.

Ora, l’incontro ravvicinato del terzo tipo con un ragnaccio schifoso che mi ha fatto cambiare due paia di boxer (uno al balzo che ho fatto per schivarlo con i miei sandaletti aperti, mentre spingevo via Ila con un pugno, l’altro quando ci ho ripensato a casa), non era della specie di quei simpaticoni la` sopra. Era piu` grossetto e piu` “tarantoloide”, forse il nostro primo huntsman spider?

Non lo sapremo (spero) mai.

In compenso avevamo deciso che era giornata di ragni, quindi tanto valeva spendere del tempo in un’altra fanstastica galleria d’arte (contemporanea, si, per me sta nel tag #unbelparcheggio). Esempio di opera segue qui sotto, sotto l’occhio critico di un passante.

Set Up (1)

Settimana di set up appunto.
Lunedì mattina abbiamo avuto l’ok per la casa, ci aspettavamo di firmare martedì mattina, andare il giorno dopo o il giorno stesso a prender le misure e poi comprare i mobili, lavatrice e frigo in modo tale da esser sicuri di avere tutto quando saremmo entrati (ovvero venerdì 30.03), invece no. Ovvio. La firma del contratto è per il venerdì in cui entriamo in casa!
Ok, chiediamo se possibile comprare almeno il frigo e la lavatrice dal precedente inquilino, “mah forse, vi faccio sapere…”, ecco quando il nostro agente immobiliare Broken-In-The-Ass (trad. il rotto in culo) ti dice così significa che non ti farà sapere e non farà quello che tu gli hai chiesto.

Agente-B.I.T.A.- “l’inquilino vi venderebbe il frigo, lo volete? Volete altro?”
I&D “Bah.. boh.. forse si, quando possiamo venire a rivedere il frigo e le altre cose e magari anche a prender le misure?”
Agente-B.I.T.A.- “Ma, non so, vi faccio sapere…”
Il giorno dopo.
Agente-B.I.T.A.- “allora lo volete il frigo?”
I&D “LO DOBBIAMO VEDERE PRIMA (Pirla!!!) dicci quando venire e noi veniamo! Se ci metti in contatto direttamente con l’inquilino è meglio, ci mettiamo d’accordo con lui” Agente- B.I.T.A.- “No No, non siete autorizzati ad avere il suo contatto, tutto passa attraverso di me. E per il frigo ma, non so, vi faccio sapere…”

Non si fa sentire per due giorni.
I&D “Allora gentil Agente il frigo quando veniamo a vederlo?”
Agente B.I.T.A. “Ah, eh ragazzi l’inquilino ha deciso di portarsi via tutto”

Tra le righe: “Non avevo assolutamente voglia di tornare a vedere la casa con voi quindi ho detto a voi che l’inquilino non voleva più vendervi il frigo e a lui che voi non eravate più interessati, tanto a me interessa solo piazzare la casa il resto è tutta fatica in più che non ho voglia di fare…”

Vista la disponibilità di Agente B.I.T.A., siamo andati a vedere Bronte Beach. Spiaggia sullo stesso stile di Coogee, con un po’ più di onde e molti più surfisti 😛

Ecco si, quando siamo andati a Bronte Beach era davvero pieno di surfisti che cavalcavano le onde o tentavano di farlo (son mica tutti bravi!), bisogna dire che questi maschi in tutina scura, capello bagnato, tutti (tutti!!!) fisicati, fanno la loro porca figura! Devo ringraziare il coniuge che ha portato il binocolo, quindi l’osservazione della loro ‘tecnica nel surfare’ è stata accurata..

Dopo esserci rilassati in spiaggia, torniamo a pensare ai mobili. Ci siamo detti che forse stavolta potevamo evitare la solita ikea e darci al riutilizzo/risparmio con il seconda mano ed eccoci dal famoso “Salvo”, ovvero una catena di cose di seconda mano per OGNI tipo di necessità. Dal libro alla ballerina, dal tavolo con sedie al reggiseno, fino alla tazzina, il portasapone, i nastrini per capelli… tutto. Un’accozzaglia di roba incredibile.
Troviamo cosa potrebbe piacerci e servirci: tavolo con sedie, libreria, mobile basso porta tv, una “cosa” con degli scatoloni incastrati .
Bene, lasciamo i cattolici super integralisti di “Salvo” (eh già perchè la catena appartiene a dei catto-integralisti infoiati) e andiamo verso un altro second hand quello degli ecologisti, che idealmente già ci piace di più.
Arriviamo praticamente da un robivecchi, all’ingresso è scritto a caratteri cubitale che loro prendono la roba che la gente abbandona per strada e la “riutilizza” rivendendotela. La qualità qui è davvero scadente anche se si trova di tutto, ma stavolta davvero di tutto, pezzi di legno rotti, giradischi, vasi da notte, una roba pazzesca.
Torniamo a casa dubbiosi: cedere ai catto-integralisti o cedere al capitalismo di ikea?

Il giorno dopo andiamo all’Ikea. Comprare tutto nuovo all’Ikea costa meno che comprare di seconda mano dai catto-integralisti. W il capitalismo sfrenato e la globalizzazione. Ikea sia!

Scegliamo ogni cosa da comprare, ci segnamo tutti vari codicilli così quando saremmo tornati a comprare le cose il venerdì, dopo la firma del contratto, saremmo andati a colpo sicuro.