Welcome

Hi there! how are you?

Fine thanks, and you?

Lei sgrana gli occhi, mi guarda stranita e non risponde

Che cafona, penso io, è tutto il giorno che passi cartocci di latte, insalata e cibi precotti alla cassa, io ti porto un po’ di contatto umano e questa è la reazione? Anvedi questa ahò!

Il coniuge, dopo che gli dico quanto è stata cafona la cassiera mi dice: “Ila, ma guarda che qui se uno alla cassa ti dice how are you non significa come stai è come dire salve”.

Logico, no?

Welcome!

Arriviamo dopo 24 ore di volo stravolti mercoledì. Stravolti anche perchè in volo c’era una bambina posseduta, ha ululato per 5 ore di fila (giuro!) con la madre di fianco (dotata evidentemente di tappi per le orecchie di ghisa oppure semplicemente sorda) che non faceva una sola piega… Il coniuge ha anche chiesto ad una hostess se fosse presente sull’aereo un esorcista ma purtroppo non ce n’erano.

Arriviamo e qui sono solo le 7.00 di mattina. Ma Buongiorno!

Veniamo caricati su un pulmino in stile cubano: pulmino in un angolo della strada principale dell’aeroporto, autista che intrallazza al telefono con altri autisti in arabo, carica su gente promettendo di portare tutti dove desiderato senza problemi (se dicevo “via Sabbatini, Gallarate” mi avrebbe detto di si), pulmino carico e attesa di dieci minuti non si capisce per quale motivo. Lui sale e scende dal pulmino cinque o sei volte, parla al telefono, accende e spegne la macchina, but don’t worry we’ll go!

Del tragitto ammetto non ricordo quasi nulla, ero persa nel sonno più profondo ad occhi aperti, quindi prima impressione di Sydney appena scesa dall’aereo: non pervenuta.

Arriviamo all’ostello, facciamo il check in e la receptionist ci accoglie con saponetta e asciugamano: ” Maybe you want to have a shower?!?”, ehm, effettivamente si ma non pensavo si sentisse fino a li ecco… me ne dispiaccio…

Comunque ci tocca aspettare un’ora per entrare in camera, siamo arrivati troppo presto, doooh!

Deviamo su una colazione da un palestinese che ama gli italiani e odia i francesi, odore di casa…

Finalmente riusciamo a collassare sul letto dopo una doccia e dormiamo per quattro ore, al risveglio l’unico pensiero è fare un pochetto di spesa per la colazione del giorno dopo (bisogni basilari, siamo menti semplici noi o perlomeno io che non sono astronoma)  e qui incontro l’amata cassiera dell’inizio del post.

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5 thoughts on “Welcome

  1. primo a lasciare il commento!

    eppero’ che casina.
    gia’ la storia dei pappagalli mi fa diventare verde d’invidia, ma…il bovide sul tetto cos’e’ ?!

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